Ungheria, gli ultimi sondaggi certificano il crollo del consenso di Orban: per la prima volta in testa c’è il partito d’opposizione

In Ungheria i sondaggi danno Orban in svantaggio: il leader dell'opposizione Tisza è avanti di otto punti in vista del voto del 12 aprile.

Ungheria, gli ultimi sondaggi certificano il crollo del consenso di Orban: per la prima volta in testa c’è il partito d’opposizione

Tra infiniti e reiterati bracci di ferro con l’Ue e continui apprezzamenti a Vladimir Putin, a Budapest l’aria sembra davvero cambiata. Non di colpo, certo, ma qualcosa inizia a scricchiolare e così, dopo quindici anni di dominio quasi ininterrotto, Viktor Orban si ritrova davanti allo scenario che temeva e che pubblicamente minimizza. I sondaggi che lo hanno sempre incoronato come figura centrale dell’Ungheria, oggi, non gli sorridono più.

Tisza avanti, Fidesz di Orban costretto a rincorrere

Secondo una rilevazione del Publicus Institute, ripresa da Reuters e pubblicata dal quotidiano Nepszava, il partito di opposizione Tisza mantiene un vantaggio di otto punti su Fidesz in vista delle elezioni parlamentari del 12 aprile. Tra gli elettori già decisi, il 48% sceglierebbe Tisza. Fidesz si ferma al 40.

Numeri stabili rispetto a dicembre. Ma il messaggio è tutt’altro che statico. Per Orban, al potere dal 2010, questa è la sfida più delicata e non è una delle tante.

Peter Magyar, il volto nuovo che viene da dentro

A guidare Tisza è Peter Magyar, ex uomo dell’apparato governativo e oggi il più acceso riformatore del Paese. Uno che conosce i corridoi del potere di Budapest e che promette di ripulirli puntando sulla lotta alla corruzione, sullo sblocco dei fondi europei congelati, e sul ritorno a un rapporto meno muscolare con Bruxelles.

Tutte ragioni per le quali, secondo gli analisti politici ungheresi, Magyar parla a un elettorato stanco e disilluso lanciando proposte concrete e, soprattutto, dimostrandosi un politico “credibile”.

L’Ungheria guarda storto al futuro

Il dato forse più pesante non è il distacco tra i partiti. È l’umore del paese. Il 63% degli intervistati ritiene che l’Ungheria stia andando nella direzione sbagliata. Tra i pensionati — storicamente vicini a Orban — la percentuale sale al 71.

E qui il calcolo si fa rischioso. Perché proprio su quel segmento Fidesz ha costruito negli anni misure di sostegno e consenso.

Una partita che va oltre Budapest

Ma non è solo politica interna. Il voto ungherese pesa anche in Europa. Orban resta un punto di riferimento per la destra radicale, alleato di Donald Trump, spesso in rotta di collisione con Bruxelles. Rapporti cordiali con Mosca, freddezza verso Kiev, accuse di indebolire la democrazia — tutte respinte dal premier.