Torino, Piantedosi alza lo scontro: “Coperture politiche, si offrono prospettive di impunità”

Piantedosi alza lo scontro con le opposizioni, parlando di "coperture politiche" per gli scontri di sabato di Torino.

Torino, Piantedosi alza lo scontro: “Coperture politiche, si offrono prospettive di impunità”

Se il suo obiettivo era trovare il sostegno delle opposizioni, di certo Matteo Piantedosi non ha fatto nulla per conquistarlo. Anzi, il ministro dell’Interno sembra quasi sconfessare l’appello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha chiesto alla minoranza di trovare una convergenza sulle misure per la sicurezza dopo gli scontri di Torino.

Piantedosi, invece, mette nel mirino proprio l’opposizione, parlando di “coperture politiche” nei confronti dei violenti e di chi ha aggredito gli agenti di polizia durante la manifestazione di Torino. Il titolare del Viminale, inoltre, sostiene che la gestione sia stata positiva e che il “grande lavoro svolto ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti”. Insomma, come a dire che era prevista l’alta tensione di sabato e che è stata gestita bene. Anche se, forse, così bene non è andata.

Torino, Piantedosi alza lo scontro

Piantedosi parla di una “strategia che mira a innalzare il livello di scontro con le istituzioni che richiamano dinamiche squadriste e terroriste”. E lancia un’accusa sostenendo che “non sia priva di responsabilità la sottovalutazione di chi ha sollecitato la rivolta sociale”. E chiama in causa anche i manifestanti pacifici, che sarebbero colpevoli di aver fornito “ombrello di protezione visiva” ai violenti protagonisti degli scontri di sabato. Non solo, arriva anche l’accusa ai partiti che al corteo hanno partecipato, come nel caso di Avs: “Chi sfila accanto a questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impuniti?”.

Piantedosi continua: “Credo che faccia altrettanto chi, più in generale, si avventura in riflessioni sociologiche sulla necessità di garantirne di fatto l’agibilità politica, assicurando loro anche spazi di proprietà pubblica sul ritenuto presupposto dell’asserita utilità sociale delle loro attività”.

Il ministro dell’Interno prova quindi a giustificare la necessità di un nuovo pacchetto di misure per la sicurezza, atteso giovedì in Consiglio dei ministri, sostenendo che siano legate alle “vergognose scene di sabato”. Anche perché, a suo giudizio, “siamo di fronte a episodi di violenza organizzata contro lo Stato, contro le forze dell’ordine, rispetto ai quali non ci possono essere ipocrisie, silenzi o ambiguità”.

Le repliche dell’opposizione

Le parole del ministro dell’Interno provocano la reazione dell’opposizione. Difficile pensare ora a una convergenza, dopo lo scontro alla Camera. Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Pd, accusa Piantedosi di essere andato in Aula “solo a fare propaganda e strumentalizzare un fatto gravissimo”. Chiara Appendino, del Movimento 5 Stelle, prende chiaramente posizione: “Per lo sciacallaggio noi non ci siamo”.

Duro lo scontro tra Piantedosi e il deputato di Avs, Angelo Bonelli, proprio il partito che è stato messo di più nel mirino dal ministro dell’Interno: “Oggi lei si è assunto la responsabilità di alzare il livello di scontro politico, non parlando da ministro ma da esponente di partito come in un comizio”, afferma Bonelli.