L’Ue ha incluso i pasdaran iraniani nell’elenco dei “terroristi”. Innanzitutto i pasdaran sono una componente delle Forze armate e quindi l’accusa di terrorismo ricade sull’intero Paese. In secondo luogo, cosa ci guadagna l’Ue? Cosa ci guadagna l’Italia, che è stata tra i più attivi nel far passare la risoluzione? Non era meglio rafforzare i rapporti diplomatici con l’Iran?
Aurelio Torelli
Via email
Gentile lettore, lei coglie i punti centrali della questione. Non solo l’Europa non ci guadagna nulla, ma come per le sanzioni contro gas e petrolio russi, ha tutto da perdere. Eppure gode nel darsi incessanti martellate sui piedi, in un raptus masochista. Le riporto una breve nota sul tema vergata da un’acuta analista di geopolitica, Laura Ruggeri, che scrive: “È un’altra prova che gli europei non stanno passivamente sopportando la propria irrilevanza geopolitica: stanno attivamente lavorando per conservarla, con l’eliminazione di ogni spazio di manovra diplomatica e di autonomia strategica. Gli Eu-nuchi continuano a ingrassare la corda che li impiccherà”. Laura Ruggeri vive in Asia, si è autoesclusa dai circuiti occidentali e le sue analisi sono troppo obiettive perché possano trovare spazio nella melassa della comune propaganda. Quanto detto di Ue e Iran, vale anche per l’Ucraina. Fin dall’inizio l’Europa avrebbe dovuto garantire pieno sostegno umanitario, spedire medicine, non armi, e dichiararsi parte terza, non parte attiva. Questa postura le avrebbe permesso, tra l’altro, di proporsi come mediatore e arbitro di un negoziato di pace. Ma purtroppo l’Ue è in piena sindrome di Stoccolma e ormai irrecuperabile.
Inviate le vostre lettere a: La Notizia – 00195 Roma, via Costantino Morin 34 redazione@lanotiziagiornale.it