Testo al vaglio del Quirinale, slitta il Pacchetto sicurezza

Il governo prende qualche giorno per limare le norme del pacchetto Sicurezza che arriverà domani in Cdm. Il testo è al vaglio del Colle

Testo al vaglio del Quirinale, slitta il Pacchetto sicurezza

Il governo prende ancora qualche giorno per limare le norme del pacchetto Sicurezza che arriverà domani, e non oggi come inizialmente previsto, in Consiglio dei ministri. Il testo è al vaglio del Colle. Si lima la protezione per gli agenti, il cosiddetto ‘scudo’. Si sta valutando una misura che valga erga omnes, non solo per le forze dell’ordine, per non rendere automatica l’iscrizione a registro degli indagati: l’ipotesi – come in una proposta di legge di FdI – è che, quando viene commesso un reato ed è ravvisabile una causa di giustificazione, il pm entro 7 giorni deve svolgere accertamenti preliminari prima di procedere, se strettamente necessaria, all’iscrizione.

“Pensiamo a norme in grado di salvaguardare non solo gli agenti vittime di aggressioni, ma anche tutti i cittadini, senza per questo creare scudi di tipo immunitario” ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Poi il ministro ha sottolineato: “In uno Stato costituzionale di diritto come l’Italia le forze di polizia sono un baluardo della democrazia e della libertà. Esse non chiedono immunità, ma non devono essere bersagli mobili della delinquenza e devono anche poter operare senza essere gravate da una costante e sistematica presunzione di colpevolezza”.

I dubbi di costituzionalità, dallo scudo penale al fermo

Restano forti dubbi di costituzionalità sul fermo di prevenzione, inizialmente previsto di 12 ore (ma Salvini lo propone di 24-48) nelle bozze di disegno di legge: si sta studiando un passaggio giurisdizionale che coinvolga il magistrato nella sua applicazione. “Stiamo lavorando all’introduzione di specifiche misure finalizzate a rendere ancora più efficace l’azione di filtro e prevenzione, come il fermo di polizia per soggetti potenzialmente pericolosi di cui siano già conoscibili intenzioni e attitudini. Strumenti del genere, del resto, sono presenti in alcuni ordinamenti europei senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia”, ha detto sempre Piantedosi.

In calo le possibilità per la cauzione

Gli stessi dubbi valgono per l’ipotesi di introdurre la cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni, sostenuta in queste settimane soprattutto dalla Lega. “Chi rompe paga: chi organizza dei cortei, delle manifestazioni, deve lasciare una garanzia, una cauzione, un’assicurazione, perché se fa dei danni non possono essere tutti gli italiani a pagare quei danni”, ha detto Matteo Salvini, vicepremier, ministro e leader della Lega.

Inoltre, a quanto si apprende, sono in corso riflessioni tecniche sul potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani (Dacur), anche questo collocato inizialmente nella bozza di ddl: una misura che avrebbe criticità applicative, con rischi per l’ordine pubblico che sarebbero stati evidenziati anche dalle forze dell’ordine. Nella maggioranza, da più parti, emerge la preoccupazione di evitare rilievi costituzionali da parte del Quirinale.

I rilievi del M5S

“Le misure di cui stanno parlando sono tre: la cauzione. Se confermeranno questa misura, gli organizzatori solo i miliardari potranno organizzare una manifestazione pubblica. Prolifereranno le manifestazioni non autorizzate. Secondo punto: lo scudo alle forze di polizia. Non facciamo propaganda sulla pelle delle forze di polizia, perché chi può garantire che di fronte a un fatto dubbio un agente non venga indagato? Questo lo può decidere solo un pm, sarebbe irresponsabile prevedere una impunibilità totale. Terzo, il fermo preventivo. Una norma che ci riporterebbe indietro nel tempo, a una legge abolita perché liberticida. Stanno creando un meccanismo parossistico per una stretta ulteriore”, ha detto Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle.

“Sono ormai 48 ore che si parla ossessivamente dei fatti di Torino. Come mai si vuole guidare il dibattito pubblico e preordinare l’attenzione sui fatti di Torino? Si vuole creare una nuova stretta securitaria. Dietro c’è un decreto sicurezza che non ha risolto nulla. Il bisogno di sicurezza dei cittadini non è questo”, ha concluso l’ex premier.