Olimpiadi al via, ma i conti non tornano. Milano-Cortina già medaglia d’oro dei costi: schizzati da zero a 6 miliardi

Quanto costeranno le Olimpiadi agli Italiani? Fino al 2032 non è dato saperlo. Ma ad oggi abbiamo già speso oltre 6 miliardi

Olimpiadi al via, ma i conti non tornano. Milano-Cortina già medaglia d’oro dei costi: schizzati da zero a 6 miliardi

Le gare vere e proprie sono appena iniziate, ma già una medaglia d’oro queste Olimpiadi invernali l’hanno assegnata: a sé stesse, per i costi (a carico del pubblico). I Giochi “a costo zero” per i cittadini (copyright del Governo), da un costo iniziale stimato sei anni fa in circa 2 miliardi di euro, sono lievitate a oltre 6 miliardi, calcolando tutte le opere infrastrutturali che con Giochi e medaglie c’entrano come i cavoli a merenda.

Il bilancio reale dei giochi si saprà solo nel 2032

A sostenerlo l’agenzia di rating Standard &Poor’s che ha provato a mettere in fila i numeri, parziali e soprattutto incompleti, perché solo nel 2032 si chiuderanno gli ultimi cantieri e si potrà pesare l’eredità infrastrutturale e il ‘social’ impact di Milano Cortina 2026.

I costi vanno divisi in due: il piano delle opere che è di oltre 4 miliardi e quello dell’organizzazione vera e propria delle Olimpiadi diffuse, circa 2 miliardi andati alla Fondazione Milano Cortina.

Secondo il Mit, gli investimenti ammontano a oltre 3,5 miliardi (cifra sottostimata) per 98 interventi destinati a rimanere sui territori (le cosiddette legacy, eredità), 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto. Tra le opere più discusse, lo Sliding center di Cortina (132 milioni di euro), la parziale ricostruzione dello Stadio del salto a Predazzo (92 milioni), il Villaggio olimpico di Cortina, destinato a essere smantellato, (40 milioni). A questi vanno poi aggiunti il Villaggio olimpico di Milano by Coima (140 milioni + extra-costi da quantificare a carico del pubblico) e l’Arena Santa Giulia sempre a Milano (250 milioni + almeno 60 milioni di extracosti, sempre pubblici), inizialmente a carico dei soli privati.

I buchi della Fondazione Milano-Cortina

La maggior parte dei costi operativi invece passa attraverso la Fondazione, il cui ultimo bilancio “ammonta a 1,7 miliardi di euro”, ma il fabbisogno stimato è di oltre 2 (tanto che 7 giorni fa Regione Lombardia è stata costretta a “prestare” alla Fondazione, d’urgenza, 5 milioni di euro).

Dovevano essere tutti fondi privati e invece…

Secondo il dossier di candidatura, il budget era di circa 1,4 miliardi di euro, completamente a carico dei privati, come spiegato dal giornalista Pietro Belli. Tuttavia sono state numerose le immissioni di denaro pubblico, anche attraverso l’escamotage della creazione a giugno 2025 (cioè a sei anni dall’aggiudicazione dei Giochi) del commissario per le Paralimpiadi, una via laterale scelta dal Governo Meloni per far affluire ulteriori 387 milioni alla Fondazione. Ciononostante, il bilancio della Fondazione resta in rosso.

Langue la vendita dei biglietti

Anche perché gli incassi non stanno andando affatto bene. Se sembra superato l’obiettivo di 500 milioni di introiti dalle sponsorizzazioni (dato da confermare), la nota dolente arriva dalla vendita dei biglietti, al di sotto delle aspettative. I ticket, tra quelli venduti e quelli degli sponsor, arrivano a quota 1,2 milioni.

Ben al di sotto dell’obiettivo annunciato di 1,5 milioni. Inoltre, i ticket realmente acquistati (e non comprati dagli sponsor, circa 300mila) sono stati “solo” 900mila. A frenare anche i costi proibitivi (soprattutto per gli italiani): dai 110 ai 968 euro per lo sci alpino maschile a Bormio; dai 485 ai 2.860 euro per il pattinaggio di figura.

Tagliandi inavvicinabili e la gara a coprire i buchi di San Siro

Un trend negativo che si è visto per la cerimonia di apertura di oggi a San Siro, dove rimangono invenduti oltre 10mila tagliandi, sui 60mila preventivati-auspicati, su una capienza totale dello stadio da 75mila posti. E, per evitare i buchi sugli spalti di San Siro, gli organizzatori sono corsi ai ripari: quei tagliandi il costo andava da un minio di 260 euro a un massimo di 2.026 ora vengono “smazzati” a pacchetti stracciati destinati ad under 26 e volontari: acquistando un biglietto se ne ha un secondo in omaggio, fino a un massimo di dieci biglietti per acquirente. Anche più alti i prezzi per la cerimonia di chiusura: da 950 a 2.900 euro.

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Il bilancio delle opere: concluse solo 40 su 98

Ma è l’intero bilancio delle opere a scricchiolare: sui 98 interventi previsti dal piano commissariale, solo 40 risultano conclusi; 29 sono ancora in esecuzione, 27 in progettazione, 2 in gara. “Le infrastrutture considerate essenziali hanno viaggiato a lungo sotto il 20% di completamento, costringendo a consegne in extremis e test ridotti al minimo”, scriveva a ragione Giulio Cavalli due giorni fa su questo giornale.

Esposto alla Corte dei Conti per la funivia Socrepes Apollonio

Tanto che sono già pronti gli esposti alla Corte dei Conti, come quello annunciato dalla capogruppo AVS alla Camera, Luana Zanella, sulla funivia Socrepes Apollonio, costata 35 milioni ma che non sarà pronta per i Giochi.

“Chiediamo la verifica contabile e del rispetto della normativa vigente relativa alla sicurezza, a partire dall’acquisizione del documento di immunità da frane, sui lavori per la costruzione della funivia Socrepes Apollonio”, ha dichiarato, “Perciò crediamo opportuno preparare un esposto alla Corte dei conti, una autorità dovrà pur indagare su quello che sta avvenendo: un inutile impianto di risalita sta per essere costruito su un terreno franoso, non entrerà in funzione per l’apertura dei giochi, le due aziende leader mondiali del settore si sono rifiutate di costruire, affidato ad una piccola azienda senza esperienza. Noi crediamo che debbano fermarsi”.

Ma non si fermeranno. Hanno appena cominciato.

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