L’ammissione del ministro Piantedosi: “L’innalzamento delle pene non produce effetti”. E i 5 Stelle attaccano: “Bocciato il panpenalismo del governo”.

Il governo sconfessase stesso. Dopo aver introdotto decine di nuovi reati, ora ammette che la svolta panpenalista non funziona

L’ammissione del ministro Piantedosi: “L’innalzamento delle pene non produce effetti”. E i 5 Stelle attaccano: “Bocciato il panpenalismo del governo”.

Alla fine la confessione arriva direttamente dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che, ospite di Quarta repubblica, nella foga di difendere il nuovo Decreto sicurezza, ha infatti dichiarato solennemente: “Ci siamo resi conto che l’innalzamento delle pene, lo stress sul sistema penale, non produce effetti prima di tutto perché le pene necessariamente devono essere proporzionate ed equilibrate e perché ci si scontra con l’applicazione giudiziaria. Quindi stiamo molto potenziando gli strumenti di prevenzione amministrativa”.

M5S all’attacco: “Bocciato il panpenalismo del governo”

Musica per le opposizioni, che da anni criticano l’ipertrofia del governo, che sforna nuovi reati a ritmi scellerati. “Lunedì sera in tv è arrivata una netta bocciatura del panpenalismo del governo Meloni”, hanno attaccato ieri i rappresentanti M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.

“Parole sante, il problema è che a pronunciarle è stato Piantedosi, il ministro che insieme al collega Nordio e alla premier Meloni ha voluto inondare il Codice Penale, i tribunali e i cittadini di decine e decine di nuovi reati e aggravamenti di pena”, hanno aggiunto i pentastellati.

L’ammissione mentre aumentano (di nuovo) reati e pene

“La vicenda assume caratteri grotteschi se si pensa che il ministro ha pronunciato queste parole mentre commentava l’ultimo decreto sicurezza che insiste nell’introdurre reati e aumenti di pena”, hanno continuato, “I risultati di queste politiche sono sotto gli occhi di tutti: la situazione della sicurezza è fuori controllo, la giustizia arranca tra carenze di organico e montagne di fascicoli e così i nuovi reati, talvolta anche inutili o gravemente liberticidi, rimangono solo nel curriculum del governo. Quella di Piantedosi è una clamorosa ammissione del fallimento del governo. Chissà cosa ne pensa il ministro Nordio, un tempo inflessibile fustigatore del panpenalismo”.

Appendino: “Piantedosi abbia un po’ di dignità”

“Piantesosi ci ha preso in giro”, ha rincarato la dose l’M5s Chiara Appendino in un post, “lo ha ammesso con spiazzante serenità, dopo aver passato tre anni e mezzo a inventarsi nuovi reati e alzare le pene spacciandola per la soluzione definitiva. Ce l’hanno raccontata così per i rave, per Cutro, per i decreti sicurezza e per ogni singola emergenza. Risultato? I problemi sono ancora tutti lì. E allora Ministro, dopo aver ammesso che la vostra strategia è fallimentare, abbia un po’ di dignità e sia coerente: ritiri immediatamente il nuovo decreto truffa”.

Non paga, la deputata 5S ha ricordato che a Torino il ministero degli interi ha mandato 93 agenti, mentre a Como, “città dieci volte più piccola e con meno problemi ma collegio elettorale del vostro Sottosegretario leghista Molteni, ne avete mandati 37”. “La sicurezza è una cosa seria, non un volantino elettorale”, conclude Appendino.