Dopo 18 giorni Meloni torna a Niscemi e promette 150 milioni di euro. “Siete i più monitorati d’Europa”

Ha atteso che sbollisse la rabbia prima di ripresentarsi a Niscemi, dove ieri la premier ha promesso fondi e assistenza

Dopo 18 giorni Meloni torna a Niscemi e promette 150 milioni di euro. “Siete i più monitorati d’Europa”

Dopo 18 giorni, la premier Giorgia Meloni è tornata in Sicilia, per un blitz a sorpresa a Niscemi. Con lei il capo della protezione civile Fabio Ciciliano (la cui nomina a commissario straordinario dovrebbe giungere a breve), che l’ha accompagnata in una ricognizione area delle aree colpite dal ciclone Harry e in un sopralluogo a Niscemi, il paese colpito dalla frana lo scorso 25 gennaio.

Meloni annuncia un po’ di soldi

Una scelta calcolata, quella di Meloni, quasi tre settimane di assenza, per lasciar sbollire la rabbia dei cittadini e per poter annunciare l’arrivo di un po’ di soldi.  Ha infatti atteso il briefing in Comune con il sindaco e i tecnici del comitato operativo comunale, nonché l’incontro con una rappresentanza di cittadini per annunciare lo stanziamento di 150 milioni di euro per Niscemi. I soldi arriveranno con un decreto che sarà approvato domani dal Consiglio dei ministri.

Briciole che si uniscono alle altre briciole stanziate poco dopo la catastrofe (allora furono 100 milioni da dividere però tra Sicilia, Calabria e Sardegna).

“Niscemi, il comune più monitorato d’Europa”

Alla premier i cittadini hanno ribadito che vogliono rimanere a Niscemi “e continuare a viverci, ma in sicurezza”. Lei ha risposto marziale: “Niscemi è il comune più monitorato d’Europa!”, evitando di ricordare tutti gli allarmi inascoltati prima del cedimento (allora Niscemi non era nella top ten europea, evidentemente).

“Stiamo prevedendo fondi tra ordinari e immediati su tre direttrici: la demolizione degli edifici, la messa in sicurezza e l’acquisto di nuovi immobili”, ha aggiunto Meloni, che, garantendo “il massimo impegno”, ha anche sottolineato come “forzare” la mano sulla definizione del fronte della frana, e dunque sulla zona rossa, “sarebbe un errore”.

“Non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico”, ha spiegato, servono “dati tecnici”. “E se io forzassi le decisioni, magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio sarei una pazza”. E, per chiudere con una autocelebrazione un po’ stridente, ha dichiarato: “Sono certa che tutte le migliori eccellenze, dal Genio militare alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco, sono al lavoro per stabilire la fascia non sicura e quella che si può recuperare”. Migliori eccellenze che il suo governo, a partire dall’ex governatore siciliano, ora ministro, Nello Musumeci, non hanno voluto ascoltare.