Sondaggi politici, continua la rimonta del No al referendum: recuperati 10 punti in un mese

I sondaggi in vista del referendum sulla giustizia confermano un trend ormai evidente: il No è in rimonta e la partita è aperta.

Sondaggi politici, continua la rimonta del No al referendum: recuperati 10 punti in un mese

Il Sì resta in vantaggio, ma la rimonta del No prosegue e per il voto del 22 e 23 marzo la partita è apertissima. La sfida del referendum sulla giustizia si combatte per ora a colpi di sondaggi, con le rilevazioni che fanno però emergere un trend costante: i contrari aumentano e si avvicinano ai favorevoli.

La distanza tra Sì e No si è ridotta a un numero di voti che va dagli 800mila al milione, secondo Alessandra Ghisleri, di Only Numbers: un gap “facilmente recuperabile” per la sondaggista. Entriamo nel dettaglio della rilevazione per Porta a Porta.

Sondaggi politici, il No in rimonta: la sfida del referendum è aperta

Il primo dato evidenziato dal sondaggio è quello di chi dice che andrà sicuramente a votare. Tra questi elettori, il 47,3% afferma che voterà Sì, il 43,1% si schiera con il No. Decisiva sarà però la fetta degli indecisi, attualmente stimati al 9,6%.

Non considerando, invece, gli indecisi il Sì sarebbe al 52,3% e il No al 47,7%. Un vantaggio, quindi, di meno di cinque punti. Eppure proprio il dato sull’affluenza sarà decisivo, perché per ora solo il 40,3% afferma che è sicuro di andare alle urne. Non voterà di sicuro il 16,8%, mentre il 42,9% non ha ancora deciso. Sono più gli indecisi che coloro che voteranno di certo, per il momento.

Tra chi dice che voterà, invece, si riduce la quota degli indecisi, passati dall’11,1% di inizio febbraio all’attuale 9,6%. Il Sì ha guadagnato lo 0,6%, il No lo 0,9%. Il gap si riduce leggermente, ma in realtà la differenza rispetto a un mese fa è notevole: allora il divario era di 15 punti, con il Sì oltre il 50% e il No intorno al 35%. Oggi la distanza si è ridotta di dieci punti, con solo il 5% di differenza tra i due schieramenti.

Quali sono gli aspetti più e meno critici della riforma della giustizia

Riguardo i singoli temi della riforma, la separazione del Consiglio superiore della magistratura sembra essere il punto su cui c’è più apprezzamento: si dice favorevole il 42,2% e contrario il 34,2%. Più indecisi invece gli elettori sul sorteggio dei consiglieri: favorevole il 38,7% mentre è contrario il 37,9%. Sull’Alta corte disciplinare, poi, i favorevoli sono il 40,4% e i contrari il 36,2%.