Nessuna interdittiva per il ceo di Coima, Manfredi Catella, e per l’ex assessore all’Urbanistica di Milano, Giancarlo Tancredi. A stabilirlo ieri il Tribunale del Riesame che ha respinto il ricorso della Procura nella maxi inchiesta sulla corruzione nell’Urbanistica milanese per la vicenda della presunta induzione indebita a dare o promettere utilità sull’ex presidente della commissione paesaggio, Giuseppe Marinoni, per far approvare il progetto immobiliare di Coima dell’ex Pirellino di via Pirelli 39.
Per la procura 19 interferenze indebite in sette mesi
Per i pm Petruzzella-Filippini-Clerici, che chiedevano di disporre il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione e la sospensione dai pubblici uffici rispettivamente per l’immobiliarista e per l’ex assessore, ci sarebbero stati almeno 19 episodi in sette mesi, fra il marzo e l’ottobre 2023, di “interferenze indebite”, che alla fine sarebbero state “accettate” da Marinoni, tutte messe in atto dai diversi indagati: Catella e Tancredi, per cui veniva chiesta una misura cautelare, l’architetto Stefano Boeri, il direttore generale del Comune, Christian Malangone, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala (indagati senza richiesta).
Impossibile provare che Marinoni agì per “interesse personale”, anche se è “supposizione verosimile”
Per i giudici della libertà, che hanno accolto la linea difensiva, “bene” aveva fatto già nel luglio 2025 il gip Mattia Fiorentini nel rilevare che “non emerge in maniera sufficientemente provata” che Marinoni avesse agito “per un interesse personale”.
Secondo il collegio, nemmeno che avesse “mai manifestato un debito di riconoscenza verso l’assessore Tancredi”, né con riferimento alla “nomina” come presidente della commissione paesaggio, né per una sua eventuale “successiva conferma” che sarebbe avvenuta solo un anno e mezzo dopo, nel dicembre 2024. Per il Riesame insomma non è possibile stabilire che Marinoni abbia “agito per sdebitarsi o per garantirsi la nomina alla scadenza del mandato”, anche se si tratta di una “supposizione verosimile”.