La vittoria del No al referendum sulla giustizia diventa sempre più probabile, anche in caso di un’affluenza più alta del previsto. Gli ultimi sondaggi, a partire dalla rilevazione di YouTrend per SkyTg24, testimoniano un dato in costante crescita per il No alla riforma.
La novità dell’ultimo sondaggio riguarda soprattutto l’affluenza. Finora, infatti, YouTrend stimava una vittoria del No in caso di bassa affluenza e un sostanziale pareggio – dopo una lunga rimonta dei contrari – in caso di affluenza più alta. Ora il dato è cambiato e il No vincerebbe in entrambi gli scenari.
Sondaggi politici, il No avanti anche in caso di affluenza alta
In caso di bassa affluenza si conferma, e anzi si allarga, il vantaggio del No, stimato ora al 54,1% contro il 45,9% di Sì. Un dato che deriverebbe da un’affluenza stimata al 47,5%, riguardante coloro i quali si dicono certi di votare il 22 e 23 marzo.
La novità, come detto, riguarda lo scenario con alta affluenza, esattamente al 57,3%: in questo caso ora il No sarebbe in vantaggio al 51,4% contro il 48,6% dei Sì. Per la prima volta, quindi, prevale la bocciatura in caso di alta affluenza, con un dato per il No cresciuto di quasi un punto e mezzo rispetto alla rilevazione precedente.
Il sondaggio prende in considerazione anche cosa dovrebbe succedere dopo il referendum. In particolare, si chiede agli intervistati cosa dovrebbe fare Giorgia Meloni in caso di vittoria del No: secondo il 42% del campione dovrebbe continuare a governare, mentre il 37% sostiene che la presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi. Non sa, invece, il 21%. Un’altra domanda riguarda invece la legge elettorale proposta dalle destre: il 42% degli elettori esprime un giudizio negativo, il 30% un parere molto o abbastanza positivo e il 28% non sa.
Gli italiani contrari alla guerra in Iran di Trump e Netanyahu
YouTrend chiede agli italiani anche un parere sulla guerra in Iran iniziata da Stati Uniti e Israele. Il 56% degli intervistati si dice in disaccordo con l’intervento militare voluto da Donald Trump e Benjamin Netanyahu, mentre solo il 25% è d’accordo. Il 19% non si esprime. I contrari prevalgono in tutte le fasce d’età e in entrambi i generi, con un divario più ampio tra le donne.
Il disaccordo è più alto nel campo largo (79%) con punte dell’86% tra gli elettori di Avs. All’opposto, nel centrodestra la maggioranza degli elettori è favorevole all’intervento in Iran (57%), con una percentuale più alta tra chi vota Fratelli d’Italia (63%). In disaccordo anche i centristi (76%). Per gli italiani la fonte maggiore di preoccupazione è l’ipotetico allargamento del conflitto, con il coinvolgimento di altri Paesi, seguito dalle conseguenze economiche come nel caso dei prezzi del petrolio e del carburante.
Infine, secondo il 48% degli intervistati il governo italiano dovrebbe rimanere neutrale nel conflitto e provare a mediare. Invece, il 29% ritiene che l’Italia dovrebbe condannare l’attacco e chiedere un immediato cessate il fuoco. Infine, solo l’8% sostiene che l’Italia dovrebbe schierarsi con Stati Uniti e Israele.