Le Borse europee hanno ridotto il calo nel finale ed evitato una nuova disfatta, con il prezzo del petrolio che è tornato sotto i 100 dollari al barile. Ma i mercati viaggiano ancora in acque agitate mentre regna l’incertezza sulla durata della guerra in Medio Oriente. Lo Stoxx 600, l’indice che raggruppa i principali titoli quotati sui mercati azionari europei, ha ceduto ieri lo 0,63% e mandato in fumo altri 116 miliardi di capitalizzazione, che si aggiungono ai 918 miliardi della settimana scorsa. Seduta in rosso per Parigi (-0,98%), Francoforte (-0,77%), Londra (-0,34%) e Milano (-0,29%).
La folle corsa dei carburanti manda in tilt il governo. Le accise mobili potrebbero non bastare
I ministri dell’energia del G7 si riuniranno virtualmente questa mattina, dopo la riunione di ieri in formato Finanze, per discutere del possibile uso delle riserve petrolifere strategiche. Ieri il G7 infatti ha deciso per ora di rimandare. A destare preoccupazione l’aumento delle materie prime energetiche. A fine giornata il gas ha segnato un rialzo del 5,75% a 56,45 euro al megawattora.
Giorgetti spera nell’aiuto dell’Europa
Al punto che anche il governo forse, è bene ribadire il forse, si è deciso, dietro la pressione delle opposizioni e dei consumatori, a darsi una mossa. Anche perché proprio l’Italia pagherà maggiormente lo shock energetico derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dai rincari del petrolio, secondo le stime di Oxford Economics riportate dal Financial Times. Il governo in realtà chiede un intervento esterno. “Per l’Europa non ci sono le condizioni d’emergenza e invece per noi dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina”, ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.
Il meccanismo delle accise mobili – che destina la maggiore Iva incassata dallo Stato alla riduzione delle accise quando salgono i prezzi della benzina e del diesel – è una possibilità “allo studio”, come ha detto la premier Giorgia Meloni. Ma il beneficio del solo meccanismo delle accise mobili rischia di limitarsi a pochi centesimi se non verrà integrato con altri fondi: le simulazioni indicano un risparmio di 4,7 centesimi al litro sulla benzina e di 7,5 centesimi sul diesel, nell’ipotesi di una quotazione del petrolio Brent a 105 dollari al barile. Di qui la ricerca di risorse aggiuntive.
In Cdm potrebbe non esserci alcun provvedimento contro il caro-carburanti
Che ancora non sono state trovate così che potrebbe non arrivare oggi in consiglio dei ministri l’atteso provvedimento salva-automobilisti. Un’altra possibilità è quella di intervenire sulla legge di conversione del decreto bollette, all’esame della Camera, come chiede anche un emendamento della Lega. Il partito di Matteo Salvini si unisce a chi – dal Pd alle associazioni dei consumatori – chiede di attivare il meccanismo delle accise mobili. I dem propongono inoltre di estendere lo stesso sistema anche al gas.
Il salasso alla pompa
Intanto i prezzi nelle stazioni di servizio continuano a salire: per il gasolio segnano il massimo da oltre tre anni e mezzo, fino a 2,2 euro al litro per la modalità servito in autostrada, un livello che non si vedeva dal 10 luglio 2022, nel pieno della crisi per la guerra in Ucraina. Anche la benzina registra un picco che non si vedeva tempo: bisogna tornare a un anno fa, il 16 marzo 2025, 2,1 euro in autostrada servito. Il Codacons calcola che con il prezzo medio del gasolio in modalità self di 1,970 euro al litro, superiore del 14,3% rispetto a fine febbraio, fare il pieno costa oltre 12 euro in più (296 euro in più all’anno). La verde self service invece è aumentata di circa il 7%, con una maggiore spesa da circa 5,8 euro a pieno, quasi 140 euro in più all’anno.
Controlli anti-speculazioni
La corsa dei prezzi ha portato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a far convocare d’urgenza la cabina di regia della Commissione allerta rapida, a cui hanno preso parte anche rappresentanti dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente. Alla riunione sono emersi rincari anomali per le pompe di due delle principali società petrolifere, con i prezzi medi applicati che sono aumentati più dei prezzi consigliati dalle compagnie di riferimento. Questa dinamica sarà oggetto di controlli mirati nell’ambito del piano operativo attivato nei giorni scorsi, d’intesa tra Mimit e Mef, dalla Guardia di Finanza. La cabina di regia si riunirà nuovamente mercoledì.