Donald Trump dopo la guerra sui dazi decide di aprire un altro fronte con l’Europa: quello sulle sanzioni alla Russia. Gli Stati Uniti hanno concesso una deroga di 30 giorni a tutti i Paesi per acquistare il petrolio russo soggetto a sanzioni e bloccato in mare. Una mossa che per il segretario del Tesoro Scott Bessent serve a stabilizzare i mercati energetici sconvolti dalla guerra in Medio Oriente. Per l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev la deroga dovrebbe interessare circa 100 milioni di barili di greggio russo, pari a quasi la produzione mondiale giornaliera.
Sì agli acquisti di petrolio russo. Trump apre un altro fronte con l’Ue
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva già concesso una deroga di 30 giorni il 5 marzo per l’India, consentendo a Nuova Delhi di acquistare il petrolio russo bloccato in mare. Per Centre for Research on energy and clean air (Crea), dopo le sanzioni inflitte a Rosneft e Lukoil, i volumi di greggio esportato via mare dalle due società, tra dicembre 2025 e febbraio 2026, hanno registrato un calo dell’83% su base annua. Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky la deroga frutterà alle casse russe circa 10 miliardi di dollari.
L’ira di Bruxelles
La scelta degli Stati Uniti scatena l’ira dell’Europa. “La decisione unilaterale degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo è molto preoccupante, poiché incide sulla sicurezza europea. Aumentare la pressione economica sulla Russia è fondamentale affinché accetti di avviare negoziati seri per una pace giusta e duratura”, ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “Le nostre sanzioni sul petrolio russo ed il price cap deciso a livello Ue rimangono validi. Non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia: Mosca non può essere la beneficiaria della guerra in Iran”, ha detto la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho.
“L’alleggerimento delle sanzioni adesso, qualsiasi sia la ragione, è sbagliata”, ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Ricordando la decisione del G7 di “non rivedere” la politica di sanzioni contro Mosca per l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che la Russia “sbaglia” se spera “che la guerra in Iran gli garantirà del respiro”.
Meloni tace e Chigi smentisce accordi sottobanco con l’Iran per Hormuz
Intanto l’Italia di Giorgia Meloni smentisce la notizia del Financial Times secondo cui Roma con Parigi avrebbe avviato colloqui con Teheran nel tentativo di negoziare un accordo che garantisca un passaggio sicuro alle loro navi attraverso lo Stretto di Hormuz. “In merito a quanto riportato da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio dei ministri smentisce l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz”, riferiscono fonti di Palazzo Chigi.
“Palazzo Chigi e Farnesina – si spiega – confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale. Ma non esiste nessun ‘negoziato sottobanco’ che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri”.
Lega scatenata
Però Meloni si guarda bene dal giudicare l’ultima mossa di Trump sulle sanzioni a Mosca. La Lega, come al solito, si schiera a favore. “Da anni insistiamo a dire che le sanzioni alla Russia sono in realtà auto sanzioni. Rinunciare al gas russo e a un mercato di sbocco importante per i nostri prodotti e le nostre imprese è quanto di più illogico esista e può convenire solo a chi, come la Francia, si arricchisce vendendoci a caro prezzo ogni giorno megawatt di energia. A seguito della guerra in Iran, la questione adesso è diventata di sicurezza nazionale e chiederemo ancora una volta che la Ue segua l’intenzione di Trump e riprenda l’importazione di gas e petrolio dalla Russia”, hanno dichiarato i parlamentari della Lega Claudio Borghi e Alberto Bagnai.
“La posizione del governo italiano su questi temi è quella dell’Ue”, ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. “Ci sarà un summit dei leader la prossima settimana – ha spiegato – e se il tema sarà all’ordine del giorno verrà valutato in quella sede”.