Sei Paesi e un piano, con l’obiettivo di garantire la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, parzialmente chiuso dall’Iran dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele. A far parte di questa coalizione c’è anche l’Italia, affiancata da Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone. In una dichiarazione si sono detti pronti a contribuire a un piano per la riapertura dello Stretto, come si legge nel comunicato diffuso da Downing Street.
I sei Paesi hanno condannato gli attacchi iraniani alle navi mercantili nel Golfo e hanno annunciato la loro disponibilità nel contribuire agli “sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto”. La condanna verso l’Iran riguarda anche gli attacchi contro “infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas”. Nessuna condanna, invece, agli attacchi di Stati Uniti e Israele, ma solo una “profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto”.
Iran, l’appello di sei Paesi per lo Stretto di Hormuz
I sei Paesi chiedono all’Iran “di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire in tutto il mondo, soprattutto sulle persone più vulnerabili”.
Nella dichiarazione si sostiene poi che questa “interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico globali costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A questo proposito, chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas”. Nessuna condanna, e neanche citazioni, di Donald Trump e Benjamin Netanyahu, che la guerra l’hanno iniziata.
Prima di questa dichiarazione congiunta, il premier britannico, Keir Starmer, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e il presidente francese, Emmanuel Macron, si sarebbero confrontati per criticare gli attacchi alle infrastrutture critiche e per ribadire l’importanza di garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz: “È vitale che i partner collaborino per elaborare un piano realizzabile”.
Sempre in riferimento allo Stretto di Hormuz, è arrivato anche il messaggio del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che si rivolge a Usa e Israele chiedendo di “finire questa guerra che rischia di andare totalmente fuori controllo”. Ma un messaggio lo rivolge anche all’Iran: “Basta con gli attacchi ai tuoi vicini e apra lo Stretto di Hormuz”.