A una settimana dalla batosta referendaria, accompagnata dal terremoto delle dimissioni di Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, l’idea di un voto anticipato, che pur era stata presa in considerazione a caldo da Palazzo Chigi, adesso viene categoricamente esclusa dal partito di Giorgia Meloni e dai suoi alleati.
L’avvertimento di Mattarella
Peraltro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non sarebbe favorevole a scossoni in una congiuntura internazionale difficile come questa. Anche sabato scorso il capo dello Stato ha raccomandato senso di responsabilità “all’intera comunità nazionale”. Dopo il referendum “nessuno pensa a elezioni anticipate. Si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti sul dopo-voto. Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi, ma adesso dobbiamo lavorare sulle questioni soprattutto economiche, come far crescere l’economia, impedire che la crisi energetica possa interferire con le imprese, ridurre la pressione fiscale e continuare ad aumentare il Pil ed evitare contraccolpi”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato in videocollegamento da Bruno Vespa durante il ‘Forum della Cucina italiana’ che si tiene nella masseria Li Reni a Manduria.
Tajani è, tra le altre cose, alle prese con una resa dei conti interna al partito di cui è leader. “Dovremmo aprire le finestre del partito e fare entrare tanta aria fresca all’interno di Forza Italia”, ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia.
Da Tajani a Salvini nessuno vuole il voto anticipato
“Il governo tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento”, ha dichiarato il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenendo da remoto a un evento del Giornale a Milano. Poi ha riunito i suoi a via Bellerio per circa tre ore. “Piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo”: è quanto ha sottolineato il segretario leghista, come ha riportato il Carroccio, ribadendo che “la Lega è e sarà sempre leale e responsabile”.
A fugare i dubbi di un voto anticipato è stato da Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. “Io non ho mai pensato che si dovesse andare alle elezioni e continuo a ripeterlo, ma credo che nessuno della maggioranza abbia mai ipotizzato il voto anticipato. Escludo che ci sia una interruzione anticipata dell’attuale governo Meloni”, ha dichiarato il responsabile organizzazione di FdI. Secondo Donzelli il voto anticipato “è una speranza di qualche cronista, nemmeno delle opposizioni perché avrebbero paura del voto anticipato”. A chi gli domandava se escludesse un rimpasto, il deputato ha risposto: “Escludo che ci sia una interruzione anticipata dell’attuale governo Meloni”.
Rimane in piedi l’ipotesi del rimpasto
E ancora: “Dipende da cosa si intende per rimpasto. Può essere – ha argomentato l’esponente di FdI – che arrivi un ministro al Turismo, visto che ci sono state le dimissioni del ministro al Turismo”. A chi gli domandava se servirà un passaggio parlamentare della premier per ridefinire le linee del governo, Donzelli ha risposto: “Non c’è da ridefinire nessuna linea del governo. Le opposizioni chiedono la presenza della Meloni in Parlamento per ogni starnuto. Io credo che Meloni debba continuare a fare molto bene quello che sta facendo, in un momento di crisi internazionale delicatissimo”.
Ad escludere il voto anticipato per le stesse ragioni elencate da Donzelli è stato anche il ministro della Difesa. “Il voto anticipato penso spaventi più il campo largo che il centrodestra, visto come si stanno muovendo e viste le differenze totali tra di loro, ma in questo momento il senso di responsabilità ci impone di lavorare per affrontare le varie crisi in atto”, ha detto Guido Crosetto.