Sanchez: non siamo a Eurovision, Spagna dalla parte giusta della storia

Madrid, 15 mag. (askanews) – Il premier spagnolo, Pedro Sànchez, in un video pubblicato sui social difende la decisione “coerente” della Spagna di non partecipare all’Eurovision Song Contest in segno di protesta contro la presenza di Israele, dichiarandosi “convinto di stare dalla parte giusta della storia”. “Quest’anno sarà diverso. Da mesi, come sapete, la Corporaciòn de Radio y Televisiòn Espanola (RTVE), ha preso la decisione che credo sia coerente e necessaria: opporsi all’ingiustizia. Per questo la Spagna non partecipa all’Eurovision Song Contest, perché il nostro impegno per i diritti umani e il diritto internazionale si esprime anche attraverso la cultura. Quando la Russia ha invaso l’Ucraina è stata esclusa dal festival e la Spagna ha sostenuto quella decisione. Questi principi devono valere anche quando si parla di Israele. Non possono esserci due pesi e due misure”, ha spiegato Sanchez. “La Spagna si è sempre impegnata a favore di questo festival, nato proprio per promuovere la pace, per avvicinarci gli uni agli altri e per celebrare la diversità del continente europeo. Ma di fronte a una guerra illegale e anche a un genocidio, il silenzio non è un’opzione e non possiamo rimanere indifferenti di fronte a ciò che continua ad accadere a Gaza e in Libano. È una questione di coerenza, di responsabilità e di umanità.” “E, tra l’altro, non siamo gli unici. Anche quest’anno non vedrà la partecipazione di paesi come l’Irlanda, l’Islanda, i Paesi Bassi e la Slovenia, né il sostegno di molti fan di tutta Europa che hanno deciso di prendere le distanze dal festival. Quest’anno, quindi, sarà diverso: sì, non saremo a Vienna, ma lo faremo con la convinzione di essere dalla parte giusta della storia”.