L’Ue lancia l’allarme sulle forniture energetiche e il governo, in tutta risposta, fa l’esatto opposto di quanto chiesto da Bruxelles. Non solo, perché intanto la maggioranza si impegna ad approvare un decreto, quello sulle bollette, che è ormai già superato dai fatti e dalla guerra in Iran. Che presenta il conto con il primo aumento registrato dell’inflazione e del carrello della spesa a marzo.
Partiamo proprio dall’avvertimento del commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen: in una lettera inviata ai 27 ministri dell’Energia europei scrive che gli Stati membri dovrebbero “prepararsi tempestivamente”a “un’interruzione potenzialmente prolungata” delle forniture energetiche a causa della guerra in Iran. E dovrebbero, inoltre, scoraggiare “misure che possano aumentare il consumo di carburante” come sta facendo l’Italia, pronta – forse già venerdì – anche a rinnovare il taglio delle accise di benzina e diesel, in scadenza il 7 aprile.
D’altronde, anche se la guerra finisse subito “il ritorno a condizioni ordinarie nel mercato dell’energia richiederebbe tempi non brevi”, come sottolinea il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Che parla di una situazione, sul fronte dello shock energetico, simile a quella del 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Un decreto nato morto, mentre l’inflazione inizia già a salire
Di fronte a questo scenario, però, la maggioranza sembra sorda a ogni richiamo. E così dà la fiducia a un decreto nato morto, ovvero il dl Energia che introduce un contributo da 115 euro per le famiglie in difficoltà, che ricevono il bonus sociale, per l’energia elettrica. Un intervento che rischia di essere minimo di fronte all’aumento dei prezzi, già testimoniato dal +8% in bolletta per i vulnerabili a marzo. Per Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori, siamo di fronte a un decreto “sepolto dagli eventi e inadeguato anche per il lungo periodo”.
Secondo Vignola è “gravissimo” che il provvedimento non sia stato adeguato dopo lo scoppio della guerra in Iran o che non ne sia stato fatto un altro “per tamponare nel breve periodo il rialzo delle bollette”. Anche per il Codacons il decreto “è già superato” e non è in grado “di affrontare il nuovo scenario economico né risolvere il problema della crescita dei prezzi energetici”. Peraltro i primi effetti della guerra in Iran si fanno già sentire, come mostra il dato sull’inflazione di marzo rilasciato dall’Istat. La variazione è stata dello 0,5% su base mensile e dell’1,7% su base annua, in crescita dall’1,5% del mese precedente. E a crescere è anche il carrello della spesa, cresciuto dal +2% al +2,2%. Ma a fare la differenza è soprattutto la risalita dei prezzi energetici, schizzati su base mensile.