Dal governo beffa sulle accise: lo sconto sul gasolio si dimezza

Il governo proroga il taglio delle accise sui carburanti fino al 6 giugno. Ma riduce da 20 a 10 centesimi quello sul gasolio.

Dal governo beffa sulle accise: lo sconto sul gasolio si dimezza

Il governo vara misure tampone e spot, nessun intervento strutturale per far fronte al caro-energia, nella speranza – che ha sempre meno chances – di trovare una possibile intesa con la Ue su una maggiore flessibilità nella spesa sull’energia, sul modello di quella esistente per la difesa. Nell’incontro con gli autotrasportatori – convocato prima del Consiglio dei ministri – la stessa premier Giorgia Meloni “ha sottolineato come sia preferibile in questa fase, caratterizzata da estrema incertezza, intervenire tramite misure adattabili, per natura, durata e intensità, all’evolversi della situazione internazionale”. Il governo proroga, poi, il taglio delle accise sui carburanti fino al 6 giugno. Ma il taglio delle accise di 20 centesimi al litro sul gasolio scende a 10 e rimane di 5 centesimi quello sulla benzina.

Le destre hanno messo sul tavolo 300 milioni per il comparto dell’autotrasporto. Sono crediti di imposta per il trimestre marzo-aprile-maggio. Di questi, 100 milioni erano già previsti dal primo decreto carburanti del 18 marzo scorso, ma non ancora erogati, mentre 200 milioni sono fondi nuovi. Questi crediti di imposta vanno a compensare il mancato rimborso delle accise agli autotrasportatori, dovuto al taglio generale di queste deciso con i decreti carburanti.

Le misure per gli autotrasportatori

È stata accolta anche la richiesta delle Associazioni di ridurre i termini per la formazione del silenzio assenso in materia di crediti d’imposta per gli autotrasportatori: a decorrere dal 1° ottobre, il nuovo termine è di 30 giorni, anziché di 60, a condizione che la richiesta sia inoltrata per via telematica. Il governo si è impegnato, inoltre, a valutare una limitata sospensione dei versamenti relativi ad alcune imposte e contributi. Sul tavolo anche la costituzione di una consulta generale per l’autotrasporto per tutte le questioni normative e il confronto con il governo. Lo sciopero del settore è stato sospeso. Si tratta appunto però di misure tampone. Sono stati inoltre stanziati 100 milioni per l’acquisto di fertilizzanti e gasolio agricolo.

La beffa sulle accise

Piatto forte era la proroga del taglio delle accise. Anche qui una misura tampone e irrisoria. E per giunta con la beffa. Il governo proroga il taglio delle accise sui carburanti fino al 6 giugno. Ma il taglio delle accise di 20 centesimi al litro sul gasolio scende a 10 e rimane di 5 centesimi quello sulla benzina. I fondi (si parla di 400 milioni di euro) saranno trovati dall’extragettito dell’Iva, da multe dell’Antitrust e da tagli vari. La premier ha riconosciuto che l’autotrasporto è “fondamentale per l’economia del paese”, ma ha ricordato che la soluzione strutturale ai problemi di energia e carburanti dipende dalle decisioni europee. Matteo Salvini al tavolo ha ribadito la necessità di derogare al Patto di Stabilità per aiutare famiglie e imprese nella crisi energetica provocata dalla guerra in Iran.

Opposizioni in trincea

“Si interviene sempre con decreti e decretini, sempre con misure tampone o in questo caso per scongiurare lo sciopero di lunedì, per evitare che non arrivino addirittura generi alimentari nei nostri supermercati, Ma questo governo, in questi quattro anni, che ha fatto?”, ha commentato il leader del M5S, Giuseppe Conte. “Ha semplicemente programmato spese folli per il riarmo. Non ha tassato gli extra profitti di banche e aziende energetiche che hanno accumulato 200 miliardi in tre anni. Su questo noi dobbiamo agire e su questo dobbiamo intervenire – ha spiegato – con misure che generino risorse significative per poter poi definire un piano industriale, un piano per la sanità e tutte le emergenze che stiamo vivendo. I cittadini, le famiglie e le imprese sono in grande difficoltà e sono loro a pagare anche l’immobilismo del governo. Quattro anni zero riforme”, ha concluso l’ex premier.