La guerra tra Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle riparte. L’ultima battaglia è sul piano legale e l’ha avviata il fondatore dei 5 Stelle, con una causa per riprendersi il simbolo pentastellato. La notizia è stata confermata da un post su Facebook di Marco Bella, già parlamentare e vicino al fondatore. “In un mondo normale – afferma Bella – se io Beppe Grillo ti concedo a te Giuseppe Conte, di usare qualcosa che mi appartiene, non servirebbe alcuna azione legale affinché tu, Giuseppe Conte mi restituisca ciò che non è affatto tuo. In un mondo normale, se io Beppe Grillo ho messo tanto lavoro, tanti soldi miei e mi sono beccato una serie infinita di querele per permettere a te, Giuseppe Conte, di diventare da signor nessuno presidente del Consiglio e di avere uno staff di decine di persone che si occupano della tua comunicazione, tu, Giuseppe Conte, dovresti essere almeno grato a me Beppe Grillo”.
Bella critica Conte e poi chiede: “Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento associati a persone che li useranno esclusivamente per proprio tornaconto personale? Ovviamente no. Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento in una coalizione dove c’è Matteo Renzi, uno che in piena pandemia ha fatto cadere il governo Conte II sostenuto da PD e M5S, e lo rivendica pure? Ovviamente no. Volete vedere il Simbolo e il Nome del MoVimento associati a persone che hanno rinnegato la propria storia per una poltrona? Ovviamente no, perché nemmeno Salvini con Bossi è arrivato a tanto. La battaglia legale sarà difficile, lunga e complessa. E chi sarà in prima fila sarà purtroppo Beppe. Proprio la persona che il MoVimento la ha fondato, costretto ancora una volta a metterci soldi suoi. Contro qualcuno che, invece, si è assicurato milioni di finanziamenti pubblici. La dignità, però, non ha prezzo”.
Grillo sfida Conte, il M5s risponde: nessuna preoccupazione
Da parte del Movimento 5 Stelle arriva il commento del deputato Alfonso Colucci: “Affrontiamo con assoluta tranquillità questa iniziativa di Beppe Grillo che si manifesta già ad un primo esame assolutamente infondata. Avevamo già anticipato che è assolutamente impropria e assurda la pretesa di Grillo di ritenersi proprietario degli elementi identificativi del Movimento, in particolare la denominazione e il simbolo. La comunità degli iscritti già con l’assemblea costituente gli chiarì che i valori del M5S appartengono esclusivamente alla comunità. Sarà ora un giudice a chiarirgli che anche la denominazione e il simbolo del Movimento 5 Stelle appartengono non a singole personalità, del passato come del presente, ma all’intera comunità. La vita democratica di una comunità politica non può né deve essere piegata a logiche padronali che sono la negazione dei principi fondamentali di libertà democratica che devono caratterizzare le formazioni politiche. Risponderemo con fermezza in giudizio alla richiesta di Grillo e valuteremo con equilibrio una eventuale nostra richiesta di danni per un’iniziativa che appare chiaramente temeraria”.