Archiviato il fallimentare negoziato tra Stati Uniti e Iran, tenuto nel weekend a Islamabad, in Pakistan, la tensione torna a salire in tutto il Medio Oriente. Il faccia a faccia tra le delegazioni di Washington e Teheran, durato oltre 21 ore consecutive, fortunatamente si รจ concluso senza una rottura definitiva dei contatti, infatti il Pakistan resta convinto che un secondo round negoziale sia ancora possibile, anche se il tempo stringe, visto che la tregua scadrร il prossimo 22 aprile.
Una scadenza che il governo di Islamabad sta cercando di prorogare, avendo giร incassato lโokay di Teheran ma non ancora quello di Washington. Ma cosa ha portato allo stallo diplomatico? Secondo Donald Trump, il nodo sarebbe che lโIran โnon vuole rinunciare alla creazione di armi nucleariโ. Una tesi respinta da Teheran, che accusa invece il presidente americano di voler imporre condizioni inaccettabili.
A cercare di capire cosa abbia realmente fatto naufragare il vertice sono i media statunitensi, che individuano due questioni principali: la prima riguarda lo Stretto di Hormuz, con lโIran deciso a controllarlo imponendo anche pesanti pedaggi alle navi in transito, mentre gli Stati Uniti pretendono che resti libero; la seconda concerne la fine delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati allโestero, ipotesi inizialmente presa in considerazione da Washington, salvo poi essere accantonata.
Flop prevedibile dei negoziati
Quel che รจ certo รจ che Trump, dopo aver appreso del fallimento dei negoziati, รจ apparso furioso e ha rilasciato, come di consueto, una serie di dichiarazioni incendiarie. โLโIran ha promesso di aprire lo Stretto di Hormuz e ha deliberatamente mancato di farloโ, ha tuonato il presidente americano, aggiungendo che il regime degli ayatollah, guidato da Mojataba Khamanei, โfarebbe meglio ad avviare il processo per riaprire questa via dโacqua internazionale, e in fretta! Stanno violando ogni legge esistenteโ.
Una richiesta che, perรฒ, รจ stata respinta dai Pasdaran, i quali hanno ribadito che il tratto di mare รจ sotto il loro controllo e resterร chiuso โfinchรฉ gli Stati Uniti non abbandoneranno la retorica imperialistaโ. Trump, perรฒ, non si รจ fermato e ha rincarato la dose: prima ha minacciato di riprendere i combattimenti, โcolpendo qualunque iraniano spari contro gli Stati Uniti o contro navi civiliโ, poi ha dato vita a un blocco navale contro lโIran che, secondo lui, dovrebbe soffocarne lโeconomia. Un blocco al quale, sempre secondo il leader statunitense, dovrebbero partecipare anche il Regno Unito – che perรฒ si รจ subito smarcato – e altri Paesi non meglio specificati. Ma finora ci sono solo le navi Usa.
Netanyahu vede vicino il ritorno ai combattimenti
Di fronte a queste rinnovate tensioni, che tengono con il fiato sospeso gran parte della comunitร internazionale, il vero vincitore sembra essere il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Da giorni, infatti, il leader appare intenzionato a riaprire il conflitto e ha colto lโoccasione per affermare che โil cessate il fuoco in Iran puรฒ terminare in tempi molto breviโ.
Parole che mostrano come Bibi non abbia accolto favorevolmente la tregua, confermando le indiscrezioni secondo cui starebbe facendo un forsennato pressing su Trump per tornare alla guerra. E che si infrangono anche contro gli ultimi annunci di Trump, secondo cui Teheran ha chiamato e โora vuole lโaccordoโ. Un risultato che proprio il fallimento del vertice di Islamabad sembra rafforzare. Secondo il Wall Street Journal, infatti, il presidente statunitense starebbe valutando attacchi limitati contro lโIran, in aggiunta al blocco navale, ma non escluderebbe nemmeno una nuova campagna militare su larga scala.
Ne รจ consapevole Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo della delegazione ai negoziati falliti, che ha avvertito gli Stati Uniti di โnon mettere alla prova la nostra determinazioneโ, perchรฉ la risposta a eventuali nuovi atti di guerra sarebbe โdevastanteโ. Poi, in relazione al blocco navale, ha ulteriormente aggiunto che si tratta di โun atto di guerraโ, nonchรฉ di โunโazione del tutto illegaleโ, le cui conseguenze rischiano di ricadere sugli americani: โGodetevi gli attuali prezzi dei carburanti perchรฉ Con il cosiddetto โbloccoโ, presto rimpiangerete i 4-5 dollari al galloneโ.