La Sveglia

Nessun voto, zero sanzioni

Il Consiglio Affari Esteri dell’UE ha chiuso il 21 aprile a Lussemburgo senza alcuna misura contro Israele. Nessun voto, nessuna sospensione dell’Accordo di Associazione del 2000. Kaja Kallas: «Non abbiamo visto un accordo politico, ma le discussioni continueranno». Spagna, Irlanda e Slovenia chiedevano la sospensione totale. Germania e Italia si sono opposte.

Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International, ha definito la decisione «un fallimento morale» che «resterà come un capitolo vergognoso nella storia dell’UE». Un milione di europei aveva firmato la petizione. Settantacinque ONG e quattrocento ex diplomatici avevano chiesto la stessa cosa. Nessun esito.

Lo scarto italiano è documentabile. Il governo Meloni ha sospeso a marzo il memorandum di cooperazione militare con Israele. Quello stesso governo, a Lussemburgo, ha bloccato l’unico strumento multilaterale disponibile. Albares: «L’Unione Europea deve dire oggi con chiarezza a Israele che è necessario un cambiamento». Wadephul, per Berlino: la proposta era «inappropriata».

Dal cessate il fuoco di ottobre 2025, oltre 740 palestinesi sono stati uccisi nella Striscia. Il West Bank Protection Consortium — guidato dal Norwegian Refugee Council — ha pubblicato Sexual Violence and Forcible Transfer in the West Bank: sedici casi di violenza sessuale in Area C della Cisgiordania occupata, attribuiti a soldati e coloni israeliani, su 83 interviste.

Cinque soldati della Force 100, accusati di aggressione sessuale su un detenuto a Sde Teiman, erano stati reintegrati la settimana precedente, dopo l’archiviazione. Amnesty International: «Un altro capitolo inconcepibile nell’impunità strutturale del sistema legale israeliano». Flotilla Sumud: la nave arriva oggi in Sicilia. Domani 24 aprile salpa da Siracusa verso Gaza.