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Silvia Salis, una sindaca bravissima nel piacere proprio a tutti

Lo storytelling che circoscrive l’epica su Silvia Salis tra mass e social media è ferventemente diabolico.

Silvia Salis, una sindaca bravissima nel piacere proprio a tutti

Lo storytelling che circoscrive l’epica su Silvia Salis tra mass e social media è ferventemente diabolico: che sia l’homo novus della scena politica italiana l’ha stabilito pure Vanity Fair, con una storia di copertina dai rimandi renziani che la issa su, tra le icone di questo precipuo momento storico, raggiante ma non sorridente, perché alle donne si chiede sempre una compostezza virile, anche in Manolo Blahnik.

E se Bloomberg e The Guardian parlano di lei come della più credibile opponente alla Meloni per le prossime elezioni del 2027, la Sindaca di Genova con un passato olimpionico da lanciatrice di martello si limita a rispondere di fioretto: “ […] sono madre, sono cristiana, sono anche sposata […]”.

Restia ad abbandonare l’amministrazione di una città che l’ha eletta appena un anno fa, contraria alle Primarie ma sentitamente responsabile di fronte all’opportunità di una chiamata unificata, la Salis ha ben poco dell’animale politico di cui tutti parlano, quantomeno perché le tempistiche sono ancora acerbe per valutarne l’operato nel capoluogo ligure, fino a poco tempo fa roccaforte della destra, con un bilancio da ricusare, se fosse un’eredità.

C’è una cosa, tuttavia, che Silvia Salis sa fare benissimo, ed è piacere: corroborata da quell’effetto alone per cui la bellezza si estende automaticamente sulla valutazione complessiva della persona, la Salis è diventata l’ossessione dei follower di Instagram e dei creatori di TikTok da quando è apparsa in tv a giustificare il techno-concerto della dj belga Charlotte de Witte in Piazza Matteotti a Genova (un evento pensato per i giovani nella città con la popolazione più anziana d’Italia), ma che a tutti è parso come un vero e proprio rave party da 20mila persone, ovvero uno schiaffo morale in diretta nazionale alla Premier Meloni, che già nel 2022 vietò le adunanze musicali (illegali) come primo decreto-legge del suo Governo.

Invece la faccia gongolante della Salis sul palco è presto diventata il meme virale della versione adulta della “Disaster Girl”, che sorride sorniona davanti ad una casa in fiamme. Se poi consideriamo quanto la musica techno appartenga ad una sottocultura underground, di cui la de Witte è la massima esponente femminile e femminista, la rivoluzione appare più che compiuta.

Quel tanto, perlomeno, da evitare a Silvia Salis un’improba ospitata da Maria De Filippi e i suoi “Amici”, in jeans e chiodo di pelle come Renzi… ehm, Fonzie.