โAbbiamo giร dato ben oltre il pattuitoโ. ร la risposta โ piuttosto chiara โ arrivata due giorni fa dal Comitato olimpico internazionale alla Fondazione olimpica Milano-Cortina (Mi-Co), che era andata a Losanna per batter cassa. La Fondazione, infatti, come raccontato da La Notizia, rischia un buco di bilancio di oltre 310 milioni di euro, dovuto a 164 milioni di spese dirette tra ritardi nella consegna delle venue,ย variazioni del masterplanย e costi del personale; 102 milioni per infrastrutture energetiche e telecomunicazioni, dovuti alla mancata applicazione delle garanzie.
Mi-Co, debiti milionari anche con Coni e Cip
Inoltre sulla Fondazione pende anche la questione delle royalties dovute da Mi-Co al Coni e al Comitato Italiano Paralimpico (Cip), i quali hanno formalizzato la richiesta di pagamento immediato per 40 milioni di euro. Il Coni rivendica circa 35 milioni per l’utilizzo dei marchi e dei diritti commerciali durante il ciclo olimpico, il Cip ne vuole 5,4 per il programma di marketing paralimpico. Fondi che perรฒ la Fondazione ha ammesso di non avere.
Il Cio: “Abbiamo giร dato abbastanza”
Una voragine quindi che dovrร essere ripianata entro il 31 dicembre 2026, alla chiusura del bilancio. Sรฌ, ma come? E, soprattutto, da chi? La speranza per i soci della Fondazione era che il Cio immettesse almeno 100 milioni di euro. Non si sa a che titolo, visto che il Comitato ha giร partecipato alle โOlimpiadi a costo zeroโ con numerosi quanto ricchi assegni. Una speranza infatti naufragata malamente due giorni fa.
Come lo stesso Cio ha fatto sapere (e come riportato da IlNordEst.it): โIlย Comitato Olimpico Internazionaleย ha contribuito in misura decisamente superiore, rispetto ai soli benefici e diritti dal valore di 925 milioni di dollari, previsti dallโOlympic Host Contract; compreso un contributo diretto al budget operativo del comitato organizzatoreโ.
Il riferimento รจ al contributo da ulteriori 625 milioni tra fondi liquidi e servizi โ ย giร concesso a Fondazione per lโorganizzazione dei Giochi. E, per rendere cristallino che non cโรจ alcun modo per il quale il Cio versi ulteriori soldi, ha aggiunto: โLโintero movimento olimpico – inclusi i comitati olimpici nazionali, le federazioni internazionali, i partner olimpici mondiali e i titolari dei diritti media – ha fornito un sostegno aggiuntivo senza precedenti e particolarmente significativo, dato che queste Olimpiadi sono state le prime a essere realizzate secondo un modello geograficamente cosรฌ diffusoโ.
Il debito della Fondazione dovrร essere ripianato dai soci, Stato ed enti locali
Morale: i soldi dovranno tirarli fuori i soci della Fondazione, che secondo il Joint Marketing Programme Agreementย (JMPA): Stato, Regioni Veneto e Lombardia, Province di Trento e Bolzano, Comuni di Cortina e Milano.
Secondo la lettera di patronage, sottoscritta nel 2019, allo Stato spetterร ripianare il 50% della somma totale, mentre lโaltro 50% sarร diviso tra gli enti locali-territoriali. I quali, a loro volta, divideranno il dovuto tra โArea lombarda (Regione Lombardia e Comune di Milano), 50% del rischio. Area dolomitica, il restante 50% del rischio, di cui 50% a carico della Regione del Veneto e Comune di Cortina, 40% a carico della Provincia autonoma di Trento e 10% a carico della Provincia autonoma di Bolzanoโ.
In Veneto รจ polemica rovente, in Lombardia e a Milano tutto tace
โLa risposta che si attendeva รจ arrivata: apprendiamo infatti dalla stampa che ilย Cioย ha dato picche all’ipotesi di intervenire con un finanziamento di salvataggio che avrebbe potuto ridimensionare le perdite dellaย Fondazioneย Milano-Cortina, relative all’organizzazione e lo svolgimento delle Olimpiadi invernaliโ, si legge in una nota del capogruppo del Pd in Consiglio regionale veneto, Giovanni Manildo.
โUn no secco ufficiale, che fa salire attualmente i conti in rosso del solo Veneto a quasi 40 milioniโ, aggiunge Manildo, โOra perรฒ vogliamo che la Regione scopra tutte le carte e vogliamo vedere nel dettaglio il perchรฉ e le responsabilitร di tutte le voci in perdita”.
E, se lโopposizione in Veneto si muove, in Lombardia tutto tace. Pirellone e Palazzo Marino non hanno mai commentato il buco. Sebbene rischino di dover trovare nei loro bilanci, quasi 80 milioni di euroโฆ