Grazia a Minetti, il Quirinale attende le “verifiche richieste”. Intanto spunta una famiglia uruguayana pronta all’adozione già nel 2018

Grazia a Minetti, in attesa delle verifiche chieste dal Colle, sui media spunta la famiglia uruguayana pronta all'adozione già nel 2018

Grazia a Minetti, il Quirinale attende le “verifiche richieste”. Intanto spunta una famiglia uruguayana pronta all’adozione già nel 2018

Attendiamo con rispetto il sollecito svolgimento delle verifiche da parte della Magistratura”. Così ieri il Quirinale è tornato sulla sempre più controversa “grazia umanitaria” concessa a Nicole Minetti. Per l’entourage del Presidente quella “domanda era accompagnata da un parere dell’autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole”. “Successivamente”, aggiungono le fonti del Quirinale, “sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentate alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava” e il “Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere – d’intesa con il Ministero della Giustizia – che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento”.

Grazia a Minetti, anche il sostituto Pg Brusa chiede chiarezza

La stessa chiarezza che ha invocato ieri il sostituto pg di Milano, Gaetano Brusa, il magistrato a un mese dalla pensione che aveva dato parere positivo alla richiesta di grazia. “È doveroso da magistrato controllare tutto. È la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro, né mi voglio sentir dire di aver fatto provvedimenti lacunosi”. “Ho gestito centinaia di richieste di grazia e a mio avviso il fascicolo era completo. Voglio andare fino in fondo”.

A breve sentiti i medici di San Raffaele e Padova

Intanto a breve saranno sentiti i medici – uno del San Raffaele e uno dell’ospedale di Padova – degli ospedali che sarebbero stati interpellati “informalmente” dalla coppia Minetti-Cipriani per un parere sulla situazione di salute del figlio adottivo.

Brusa non solo ha chiesto agli investigatori di raccogliere le testimonianze dei due dottori, ma sta valutando anche di disporre una eventuale consulenza. Gli accertamenti in corso non hanno ancora restituito alcun esito.

Intanto s’indaga sull’adozione e spunta una famiglia uruguayana…

In particolare sulla procedura di adozione in Uruguay di cui si intendono acquisire i documenti originali, per capire se sia stata regolare o meno, anche se al momento, in base alle carte depositate dai legali della 41enne, pare non mostri alcuna anomalia.

Ieri, però, il Fatto Quotidiano ha rilanciato lo scoop di TeleNoche, che ha scovato la famiglia uruguaiana, con entrambi i genitori incensurati, che già dal 2018 era disposta ad adottare lo stesso bambino. Racconta l’aspirante madre adottiva, al media uruguayano: “Ho iniziato a lavorare all’Inau e ho cominciato ad avere contatti con il bambino. Ho iniziato a informarmi sulla possibilità di adozione, mi hanno detto di Sì e abbiamo iniziato a sbrigare le pratiche”. Poi la doccia fredda, ricorda l’aspirante padre: “Mi dissero che la questione di quel bambino era già stata risolta, che era stato dato in adozione a una famiglia straniera”.

Se la storia fosse confermata, ci sarebbe da spiegare perché un bimbo in fase di pre-adozione con una famiglia uruguayana, ritenuta adeguata, sia stato invece dato a un’altra famiglia, straniera, con la madre adottiva condannata per favoreggiamento della prostituzione…