Dai prestiti per le armi alla manovra bis, la maggioranza è divisa su tutto. Da Conte preavviso di sfratto a Meloni & C. citando il Papa: “Presto toccherà a noi”

Mentre Crosetto e Giorgetti litigano sul riarmo e Tajani non esclude una manovra correttiva, per Conte è giunta l'ora di "Voltare pagina"

Dai prestiti per le armi alla manovra bis, la maggioranza è divisa su tutto. Da Conte preavviso di sfratto a Meloni & C. citando il Papa: “Presto toccherà a noi”

“Non si chiami ‘difesa’ un Riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”.  È l’inizio del post col quale ieri il presidente 5 Stelle, Giuseppe Conte, è tornato ad attaccare il governo Meloni e la sua deriva bellicista.

Una scelta, quella della corsa agli armamenti a discapito della spesa sociale, che vede il leader 5S allineato al Pontefice. Che infatti cita: “A cospetto delle scelte dannose dei nostri governanti mi confortano le parole di Papa Leone XIV di fronte agli studenti”, scrive Conte, “Ci spingono a fare sempre di più di fronte al muro di gomma che ci troviamo davanti in questi anni duri”.

La maggioranza divisa e confusa

Un’accusa che arriva il giorno dopo il teatrino tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che chiedeva – senza ottenere risposta – al collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti se l’Italia farà o meno ricorso al prestito Safe da 15 miliardi per comprare nuove armi… Non certo il segnale di un esecutivo coeso, che marcia secondo un disegno condiviso.

Del resto ieri il vicepremier Antonio Tajani, rispondendo ad una domanda sulla crisi energetica e la possibilità di uno scostamento di Bilancio, ha detto: “Ora vediamo il da farsi. Non escludo una manovra correttiva oltre agli interventi tampone, come quelli sulle accise, per la crisi economica scatenatasi con l’inizio della guerra in Iran”.

E ha anche aggiunto: “E’ fondamentale lavorare affinché l’Europa si renda conto che debba esserci più flessibilità per gli aspetti legati al costo dell’energia. Così come c’è più flessibilità sulle spese per la difesa, dovrebbe esserci anche sugli aumenti del prezzo dell’energia provocati da fattori esterni. Noi non abbiamo nulla a che fare con la guerra in Iran, ma ne paghiamo le conseguenze”. Chissà se Giorgetti è al corrente che una parte della maggioranza medita una manovra correttiva….

Intanto la crisi galoppa

E, mentre loro marciano divisi, la crisi galoppa. Da qui l’affondo contro un governo che per Conte pensa solo ai propri interessi. “In questi giorni fanno riunioni e vertici di Governo per parlare di Legge Elettorale per conservare il potere, per incrementare le spese militari e dar seguito ai patti folli firmati sul Riarmo”, attacca il leader Cinque Stelle, “Nel frattempo i bollettini di oggi parlano di inflazione che cresce: i rincari alimentari ed energetici stanno affossando cittadini e aziende”.

Donno: “L’inflazione galoppa. Meloni dovrebbe chiedere scusa”

Sui dati economici ieri è intervenuto anche il deputato M5S Leonardo Donno: “Se Meloni fosse onesta nei confronti degli italiani, chiederebbe scusa anche oggi”, ha detto. “I dati diffusi dall’Istat fotografano un Paese in cui il carrello della spesa continua a essere sempre più caro: +1,1% su base mensile e 2,7% su base annua”, ha argomentato Donno, “Rincari sui beni alimentari che si sommano agli aumenti delle bollette di luce e gas, al prezzo del diesel e della benzina, senza considerare tutte le altre difficoltà che riguardano anche le imprese” e, “mentre il governo litiga sulla legge elettorale, sulle poltrone, o pensa a come non risolvere il caro energia, scommettendo su un nucleare che non risolve il problema, milioni di italiani continuano a subire la sgangherata politica economica di una maggioranza incapace di ragionare sul medio e lungo periodo”.

Ma da Conte arriva un invito a non demordere, a non rassegnarsi, perché “possiamo voltare pagina”. “Il loro tempo è quasi scaduto”, sottolinea il leader pentastellato e presto “toccherà a noi ricostruire”.

Del resto, ragiona ancora Conte, “alle nostre proposte di recuperare risorse per famiglie, imprese, scuola, sanità rivedendo gli accordi firmati sul Riarmo e sui vincoli europei, oltre che redistribuendo gli enormi extraprofitti accumulati da industria delle armi, banche e colossi energetici, rispondono da anni con i “no” e l’immobilismo”. Per questo di può e si deve “voltare pagina”.