Revisione del target Nato, “la maggioranza ha certificato l’errore fatto un anno fa a L’Aja”: parla la senatrice del M5S, Bevilacqua

Bevilacqua (M5S): "Resta la certificazione dell’errore di aver sottoscritto un anno fa quel 5% di spese per la Difesa sul Pil"

Revisione del target Nato, “la maggioranza ha certificato l’errore fatto un anno fa a L’Aja”: parla la senatrice del M5S, Bevilacqua

Lunedì il M5S aveva presentato una mozione per chiedere la revisione del target del 5% del Pil per le spese in Difesa, accordato dal governo Meloni al vertice Nato dell’Aja. Poco dopo, anche la maggioranza ha presentato una propria mozione che, di fatto, chiedeva la stessa cosa, salvo poi fare marcia indietro e cancellare quella richiesta.
Dolores Bevilacqua, senatrice del M5S e prima firmataria della mozione 5S, che idea si è fatta della vicenda?
“È accaduto di tutto al Senato: un testa-coda abbastanza scandaloso, direi. Hanno iniziato con una palla di neve e si sono ritrovati travolti da una slavina. Le hanno sbagliate tutte. Prima l’abbinamento della mozione, perché quella unitaria del fronte progressista avrebbe messo in difficoltà la maggioranza: sul 5% e sul superamento del piano di riarmo la Lega ripete che quella è la sua posizione. Così hanno provato a correre ai ripari con una mozione di maggioranza che consentisse alla Lega di giustificare il no a quella delle opposizioni.Il problema è che l’ammissione del fallimento della politica internazionale del governo Meloni è stato troppo anche per loro. Così alla fine hanno ritirato l’impegno. Però resta la certificazione dell’errore di aver sottoscritto un anno fa quel 5%, che fa il paio con il Patto di stabilità”.

Cosa ci dice questo testa-coda?
“Togliendo quell’impegno ammettono due cose: che c’è una spaccatura nella maggioranza e che hanno commesso un errore che, come opposizioni, gli abbiamo fatto notare sin da subito. Politicamente hanno certificato l’errore fatto un anno fa e dimostrato che nella maggioranza non c’è unità di visione”.

C’è stato un richiamo alla maggioranza, secondo lei?
“Immagino che la Lega abbia chiesto quel testo di mozione per non trovarsi in imbarazzo e votare in modo difforme dal resto della maggioranza. Poi l’inserimento del punto 8, dove loro stessi ammettevano che il 5% non è sostenibile, ha trasformato la palla di neve in valanga: stavano confermando di aver sbagliato quando un anno fa hanno sottoscritto quel parametro. La valanga arriva quando ritirano quel punto. Probabilmente Meloni e Crosetto hanno richiamato all’ordine i parlamentari”.

Resta un governo che chiede la revisione di un Patto di stabilità che, appena due anni fa, ha firmato e benedetto.
“Esatto. Oltre ad aver avallato il piano di riarmo europeo da 800 miliardi di Ursula von der Leyen. La forza contrattuale e la credibilità del nostro Paese sono ai minimi storici. La verità è che sia sul Patto di stabilità, sia sul piano di riarmo, sia sul 5% del Pil in armi, fin da subito come M5S abbiamo denunciato l’insostenibile peso che stavano mettendo sulle spalle di famiglie e imprese italiane. Il fatto che Meloni oggi provi a riposizionarsi, autosconfessandosi, ci dà ragione, ma i danni al Paese causati dall’incapacità del governo purtroppo gli italiani li stanno già pagando a caro prezzo”.