Il Teatro delle Vittorie, sì. Palazzo Labia a Venezia, sì. La sede di Corso Sempione (disegnata da Giò Ponti) e gli altri 13 immobili di pregio, invece no. Sono le due sedi Rai che il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sciolte le riserve dopo giorni di tentennamenti, ha annunciato di voler acquisire. Sarebbero infatti imminenti le offerte pubbliche per salvare il tempio romano del varietà televisivo italiano e il veneziano Palazzo Labia, storica dimora barocca affrescata dal Tiepolo. I due palazzi sono parte del pacchetto di immobili che la Rai ha deciso di inserire in un maxi-piano di dismissioni, come svelato da La Notizia.
Nel piano è prevista la vendita di 15 immobili di pregio, pari al 23% dell’intero patrimonio, per realizzare quasi 228 milioni di euro. Un disegno che l’allora Ad Rai (oggi Dg), Roberto Sergio, ha chiaramente spiegato non servire per fare cassa, ma per “trasformare la Rai nella public company del futuro”, qualunque cosa voglia dire…
Parata di vip contro la cessione del Delle Vittorie
Il piano di alienazioni aveva sollevato forti critiche, in generale, ma su queste due proprietà di pregio – delle Vittorie e Labia – si era concentrata la pubblica indignazione. Per il teatro di posa di Roma, ad un passo dall’altro storico edifico della Rai di via Asiago 10, dove sfavillava la Canzonissima di Antonello Falqui, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, di proprietà della Rai dagli anni ’60 ma teatro di varietà di rivista già dagli anni ’40 (si esibirono lì anche Totò e Anna Magnani), a muoversi era stato subito Renzo Arbore. Ma la battaglia in difesa del teatro se l’è intestata soprattutto Fiorello.
Italia Nostra in campo per salvare il Tiepolo di palazzo Labia
Per palazzo Labia, oltre ai dipendenti dell’azienda e i partiti, si era mossa anche Italia Nostra preoccupata per le intenzioni della Rai sulla destinazione degli affreschi di Tiepolo: per questo aveva chiesto di sospendere, modificare o revocare la procedura di dismissione, per “salvaguardare un Palazzo monumentale (vincolato), le occupazioni, le professionalità e il tessuto sociale della città stessa”.
Ed anche il Comune si è opposto ad una vendita che prevedesse un cambio di destinazione, abbattendo quindi di fatto il valore dell’immobile. E infatti il Mic ha comunicato il proprio interesse a farlo: l’iter, considerato l’annuncio ufficiale, sarebbe già partito.
La finestra per presentare le manifestazioni di interesse all’acquisto degli immobili Rai scade infatti a giorni. Poi sarebbe comunque compito del Ministero dare la sua autorizzazione alla cessione di beni vincolati (servono 60 giorni) e poi circa 4 mesi per esercitare il diritto di prelazione. Il costo dell’operazione non è stato reso noto, secondo fonti del ministero, i due immobili sarebbero stati valutati intorno ai 7 milioni quello romano e circa il doppio quello veneziano.
Giuli a Venezia per visitare il palazzo
Nei prossimi giorni Giuli sarà a Venezia dove nel fine settimana ci saranno anche le amministrative. E ha già comunicato che “nell’ambito delle attività istituzionali e in occasione della visita alla Biennale di Venezia”, il 21 maggio farà un sopralluogo proprio a Palazzo Labia. Al momento non si conoscono le intenzioni del Mic sulla destinazione del palazzo veneto di Cannareggio né di quello romano, che nasce e probabilmente resterà teatro. L’obiettivo dichiarato per ora è solo quello di “valutare percorsi di valorizzazione culturale dei due immobili di particolare rilievo storico e artistico”.
Resta aperta la questione Milano
Ma se Roma e Venezia cantano vittoria, Milano piange per la sua sede che rischia di finire in pasto alla speculazione edilizia. È infatti a Milano che l’operazione di dismissione alimenta forti perplessità: Corso Sempione, infatti, è una delle cinque sedi che possono essere vendute e riaffittate dalla Rai dal compratore, fino a un massimo di 5 anni.
In sostanza la Rai dovrebbe vendere corso Sempione (non si sa a chi né a quanto), riaffittare l’immobile e rimanervi fino a quando non sarà pronto il nuovo centro di produzione di via Gattamelata, di proprietà della Fiera di Milano. A quel punto, tutti i dipendenti Rai si trasferiranno nella nuova sede, che costerà a viale Mazzini 5,9 milioni di euro all’anno, e per la quale la Rai ha già messo a budget oltre 159 milioni per i primi 29 anni di affitto…
Il tutto a fronte di un piano immobiliare che dovrebbe portare a un incasso globale di 228 milioni di euro…