Uomo di destra, amico della presidente del Consiglio e critico dei giornalisti che “fuori dalla Rai non troverebbero mercato”. Tutte cose che Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1, rivendica in una lunga intervista a Telenord. “I giornalisti devono essere prima giornalisti e poi riferimento dei partiti e purtroppo in Rai talvolta si confonde”, attacca Chiocci. Che rivendica di essere “profondamente di destra”, pur essendo “prima di tutto un giornalista”.
Tg1, l’intervista in cui Chiocci rivendica il suo rapporto con Meloni diventa un caso
Un giornalista che, però, rivendica i suoi rapporti con Giorgia Meloni: “La conosco da tanto tempo, la stimo molto, sono grato anche a lei per essere arrivato qua”. Ogni tanto si scambiano messaggi, aggiunge, e spiega: “Lei risponde a chiunque le scrive. Io le scrivo raramente. Lei sul tg non mette becco, si fida”. Quindi se Meloni non fa pressioni sul Tg1 è solo perché si fida del suo direttore. Mentre, aggiunge Chiocci, “tranne qualche politico nessuno mette più becco”.
Il direttore del Tg1 assicura che, pur essendo stato contattato per un ruolo più vicino a Palazzo Chigi, resterà alla guida del telegiornale Rai “perché faccio il giornalista”. E poi una stoccata ai suoi colleghi: “In Rai ci sono tanti giornalisti bravi ma anche tanti che sono figli della politica e fuori dalla Rai non troverebbero mercato”. Le parole del direttore del Tg1 vengono fermamente criticate dall’Usigrai, che parla di “stupore” per l’intervista di Chiocci: “Il Tg1 non è grato alla premier e non ha bisogno della sua fiducia”, commenta il sindacato.
Usigrai apprezza la reazione di alcuni giornalisti del Tg1 che hanno denunciato questa intervista perché “ritengono un aspetto irrinunciabile la difesa della propria autonomia”. Per il sindacato ciò che ha fatto Chiocci è stato gettare “la maschera” e dimostrare “l’ingerenza dei governi” in Rai. Per Elisabetta Piccolotti, di Avs, l’intervista di Chiocci conferma che “il Tg1 è da anni un megafono del governo Meloni”.