I vertici meloniani di viale Mazzini potrebbero chiedere al governo i 10 milioni di euro sottratti con l’ultima legge di bilancio, ma non lo fanno. Nonostante la direttiva europea del Media Freedom Act, lo preveda espressamente. A lanciare la pesante accusa, tre Consiglieri di amministrazione Rai di minoranza, Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale.
“La Rai rinuncia a far valere il Media Freedom Act per rientrare in possesso dei 10 milioni di euro sottratti dall’ultima Legge di Bilancio”, si legge in una nota, “Da gennaio chiediamo che vengano adottate tutte le iniziative necessarie, compreso il ricorso alla sede giudiziaria, per recuperare queste risorse. Il Regolamento europeo, in vigore da un anno, impone infatti di garantire ai servizi pubblici ‘risorse adeguate, sostenibili e prevedibili, idonee ad assicurare il pieno svolgimento della missione e a preservarne l’indipendenza editoriale…‘”.
Una previsione chiarissima, secondo i consiglieri, che però non spinge i vertici Rai all’azione. “Anche nella seduta del Cda di ieri (giovedì, ndr), tuttavia, si è confermata la scelta dell’amministratore delegato e della maggioranza del Consiglio di non chiederne il rispetto al Governo – proseguono i tre consiglieri – Eppure l’Emfa afferma questo principio in modo così inequivocabile che anche i partiti di centrodestra ne hanno dovuto prendere atto, eliminando dalla loro proposta di riforma della Rai il comma che avrebbe consentito una riduzione delle risorse destinate al servizio pubblico”.
I vertici Rai non vogliono entrare in rotta col governo
E per i tre la ragione è chiara: “In Cda, al contrario, ha prevalso l’intento di non contrapporsi all’azionista, come invece aveva saputo meritoriamente fare nel 2014 il Cda allora presieduto da Anna Maria Tarantola, presentando ricorso contro la legge che prevedeva un prelievo forzoso a carico della Rai. Fu necessario farlo allora, è altrettanto necessario oggi”.
“Nelle ore”, concludono, “in cui il Presidente Mattarella è tornato a chiedere il ‘pieno recepimento’ del Media Freedom Act, ribadiamo ancora una volta che tutelare le risorse del servizio pubblico è compito fondamentale del Cda. L’inerzia è incompatibile con i doveri del ruolo. Ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità, anche di fronte ai dipendenti”