La notte più lunga del Venezuela, due terremoti devastano il Paese

La notte più lunga del Venezuela: il doppio sisma devasta il Paese e causa una catastrofe. Si temono migliaia di morti

La notte più lunga del Venezuela, due terremoti devastano il Paese

Una prima scossa, accompagnata da un boato sordo, ha squarciato la notte di Caracas: il sisma di magnitudo 7,2 ha fatto tremare il Venezuela. Poi, dopo meno di sessanta secondi, un secondo terremoto ancora più potente, di magnitudo 7,5, ha aggravato la tragedia. Un uno-due devastante che, mentre i soccorritori lavorano senza sosta e la terra continua a tremare per le temute scosse di assestamento, ha provocato morte e distruzione, con almeno 188 vittime accertate e oltre 1.500 feriti. Un bilancio che, purtroppo, resta provvisorio: secondo quanto riferito da Sky News, al momento risultano disperse almeno 30mila persone e gli esperti temono un aumento significativo delle vittime.

A tre ore dalle due scosse, avvertite anche in Colombia per la loro intensità, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha parlato alla nazione annunciando la richiesta dello “stato di emergenza” in risposta ai due terremoti, rispettivamente di magnitudo 7,2 e 7,5, seguiti da “oltre 20 repliche”. La leader venezuelana ha fornito un primo bilancio, spiegando che in quel momento le vittime erano “32, a cui si aggiungono oltre 700 feriti”.

A fare chiarezza sulla dinamica del sisma è stato il servizio geologico statunitense (Usgs), citato dalla Bbc, secondo cui la scossa più forte sarebbe stata provocata da uno “scorrimento trascorrente superficiale lungo una faglia” situata vicino al confine tra due placche tettoniche: quella caraibica e quella sudamericana. Tra le zone maggiormente colpite c’è la città di La Guaira, dove i danni sono ingenti. L’Usgs ha inoltre avvertito che non possono essere escluse nuove scosse di assestamento, anche di forte intensità, con il rischio di ulteriori crolli e vittime.

La Farnesina in campo

Interpellato telefonicamente da RaiNews24, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che ci sono “decine e decine” di palazzi crollati e che “si spera che non ci siano italiani” coinvolti. “Con tanti nostri connazionali, anche con doppio passaporto, che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno rimasto intrappolato”, ha aggiunto il titolare della Farnesina, annunciando che “l’Unità di crisi è operativa da questa notte” per assistere le famiglie italiane con parenti nel Paese. Tajani ha inoltre spiegato di aver dato disponibilità al sostegno italiano ed europeo, precisando che sarà il Venezuela a indicare le necessità più urgenti.

Poco dopo, su X, il ministro ha confermato l’impegno del governo: “Con i ministri Crosetto e Musumeci siamo già al lavoro per inviare i primi soccorsi dall’Italia in Venezuela. L’Italia è pronta a mandare subito personale dell’Unità di crisi della Farnesina, del Ministero della Difesa, dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile. Partiranno anche aerei dell’Aeronautica militare”.

Dall’Italia all’Ue partono i soccorsi per il Venezuela

Di fronte alle immagini della devastazione, il mondo ha espresso solidarietà al popolo venezuelano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha manifestato “profonda apprensione” per le conseguenze del terremoto, esprimendo “a nome del Governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione”. Il cordoglio è arrivato anche da Bruxelles, con l’Unione europea che ha espresso “le sue condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela”, garantendo “solidarietà al popolo venezuelano e a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza”.

L’Alto rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha sottolineato che “questi terremoti si verificano in un momento in cui milioni di venezuelani continuano ad affrontare gravi bisogni umanitari”, assicurando che l’Unione europea è pronta a sostenere le operazioni di emergenza.