Onorato le sta provando tutte, ma la gamba centrista della sinistra zoppica

Onorato le sta provando tutte, ma la gamba centrista della sinistra zoppica. Magi è scettico e Ruffini soffre l'esclusione dal trio Pd-5S-Avs

Onorato le sta provando tutte, ma la gamba centrista della sinistra zoppica

Se il triangolo Pd-M5S-Avs mostra già qualche crepa sul riarmo, costruire la gamba centrista del centrosinistra rischia di diventare un’impresa ancora più complicata. Ad Alessandro Onorato, leader di Progetto civico Italia e assessore ai Grandi eventi e allo Sport di Roma, va riconosciuto l’impegno: sta provando a mettere insieme l’area moderata della coalizione progressista. Solo che il cantiere, per ora, assomiglia più a una riunione condominiale rinviata per mancanza di quorum che a una casa comune.

Il clima non è dei migliori neppure nel blocco principale. Pd, M5S e Avs hanno appena mostrato a Napoli un’immagine unitaria, ma la foto è stata disturbata dai riformisti dem che, insieme a renziani e +Europa, hanno chiesto l’attivazione del Safe. Una posizione opposta a quella di M5S e Avs, contrari alla corsa al riarmo e pronti a farne uno dei punti identitari del programma alternativo a Meloni.

Onorato le sta provando tutte, ma la gamba centrista della sinistra zoppica

Se queste sono le premesse nel cuore della coalizione, figuriamoci ai bordi, dove il centro dovrebbe nascere per somma di sigle che spesso faticano perfino a riconoscersi. Onorato, parlando all’Adnkronos, spiega che sono iniziate interlocuzioni con Riccardo Magi di +Europa ed Enzo Maraio di Avanti Psi. “Noi guardiamo con molta simpatia a chiunque vuole arricchire il campo del centrosinistra”, dice. Ma precisa che non si tratta di fare “alchimie politiche”: l’unione deve nascere da ciò che si vuole fare per il Paese, non da una semplice sommatoria di sigle. Sulla carta il ragionamento fila. Nella pratica, il centro progressista resta un luogo dove tutti chiedono spazio e pochi sembrano disponibili a cederne. Magi si è mostrato prudente, se non scettico.

Lo scontro Magi-Calenda

Era in piazza a Napoli ad ascoltare Giuseppe Conte, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni insieme a Maraio, ma la sua presenza aveva il senso di un avvertimento: non pensate di fare da soli. Il leader di Azione, Carlo Calenda, gli ha detto che si era imbucato, Magi ha replicato dandogli del “bullo”. Il segretario di +Europa, ad ogni modo, appare concentrato sulla nuova legge elettorale e sul rischio che la raccolta firme diventi uno sbarramento selettivo per alcune liste, a partire dalla sua. A fare massa critica con Onorato, per ora, non sembra avere fretta.

Magi frena sul Progetto di Onorato, Ruffini soffre l’esclusione dal trio Pd-M5S-Avs

Ernesto Maria Ruffini, leader di Più Uno, sembra invece soffrire l’esclusione dalle foto di famiglia del trio Pd-M5S-Avs. A Italpress ha definito il campo largo un eterno “giorno della marmotta”: si torna sempre allo stesso punto di partenza. Per Ruffini l’alternativa di governo non può esaurirsi in una foto o in una manifestazione. Serve una visione del Paese. Altrimenti il rischio non è solo perdere le elezioni, ma “sbandare alla prima curva” in caso di governo. Poi c’è l’incognita Matteo Renzi, il dossier più scivoloso. Avs ripete che non ci saranno veti e che a decidere sarà il programma. M5S e Avs, però, pesano pro e contro di un eventuale ingresso di Italia Viva. A complicare il quadro c’è anche il sondaggio Lab21 per La Notizia: il 51,6% degli intervistati considera il partito di Renzi una forza “respingente”, mentre solo il 24,3% lo giudica attrattivo. Il centro dovrebbe allargare la coalizione, non trasformarsi in un respingente elettorale.

I sospetti su Renzi

A nutrire sospetti su Italia Viva è lo stesso Onorato. Sempre all’Adnkronos, l’assessore romano si dice “meravigliato” dall’intervista di Maria Elena Boschi al Messaggero, nella quale ha intravisto un messaggio del tipo: se volete, venite sotto l’ombrello di Italia Viva, altrimenti in bocca al lupo. “Unire è una via, annettere è una via sbagliata”, osserva Onorato. Il punto è questo. Costruire un centro largo è già difficile; costruirlo sotto un’insegna renziana rischia di essere impossibile per una parte del centrosinistra.

Onorato prova allora a spostare il baricentro. Lancia l’ipotesi di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, come garante dell’area centrista e benedice il nome proposto da Conte, “Alleanza per la Costituzione”. Ma il problema, prima del nome e del garante, è capire chi sia davvero disposto a sedersi allo stesso tavolo e con quale peso. Perché se il blocco Pd-M5S-Avs deve già fare i conti con le tensioni sul Safe, la gamba centrista nasce con un paradosso evidente: tutti la invocano, molti la rivendicano, nessuno sembra voler stare un passo indietro per costruirla davvero.