Minori e accesso ai social, Ursula von der Leyen prepara la stretta che per il 63% degli europei è necessaria e non più rimandabile

Minori e accesso ai social, Ursula von der Leyen prepara la stretta che per il 63% degli europei è necessaria e non più rimandabile

Minori e accesso ai social, Ursula von der Leyen prepara la stretta che per il 63% degli europei è necessaria e non più rimandabile

Regolamentare l’accesso ai social network da parte dei minori. A chiederlo, secondo i dati raccolti da Eurobarometro Flash e pubblicati oggi dalla Commissione europea, sono quasi due europei su tre, pari al 63% degli intervistati, che si dichiarano favorevoli a imporre limitazioni all’accesso ai social in base all’età.

Secondo lo stesso sondaggio, il 36% degli intervistati sostiene un divieto al di sotto di una determinata età, mentre il 27% preferisce un accesso posticipato. Solo il 13% ritiene che la tutela debba essere affidata esclusivamente a genitori e scuole, senza ulteriori interventi dell’Unione europea.

La rilevazione mostra anche i principali timori degli intervistati riguardo alla vita online dei minorenni. Al primo posto figurano il cyberbullismo e le molestie online, indicati dal 71% del campione come la principale criticità. Seguono l’adescamento online e lo sfruttamento sessuale (70%), l’esposizione a contenuti dannosi, come violenza, autolesionismo o estremismo (69%), l’uso improprio dei dati personali dei minori (69%) e il reclutamento dei bambini per attività illegali (64%).

Il 60% degli intervistati indica inoltre come problema il design delle piattaforme, ritenute progettate per creare dipendenza.

Minori e accesso ai social, Ursula von der Leyen prepara la stretta che per il 63% degli europei è necessaria e non più rimandabile

Sul tema, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha confermato l’intenzione di regolamentare l’uso dei social. Secondo la presidente, la tutela dei minori online richiede una risposta comune a livello europeo, perché “i rischi che corrono i nostri bambini online non conoscono confini, né nazionalità”.

“È stato molto utile seguire i dibattiti nei diversi Stati membri, perché siamo di fronte a un cambiamento sociale e a una crescente presa di coscienza dei rischi”, ha osservato la presidente della Commissione europea, sottolineando che “la sicurezza dei bambini online è la nostra priorità assoluta”.

Proprio per questo Bruxelles intende “esaminare con grande attenzione tutte le diverse proposte avanzate dai vari Stati membri, integrarle e poi presentare una proposta – come spesso facciamo in Unione europea – per armonizzare l’approccio e trovare una soluzione comune”.