La montagna ha partorito un topolino: dopo settimane di rincari e attese, il governo interviene sulle accise con uno sconto di 17 centesimi al litro, limitato al solo gasolio e valido appena fino al 6 agosto. Un provvedimento ponte da 125 milioni di euro, troppo breve e troppo debole per incidere davvero sui costi sostenuti da famiglie, autotrasportatori e imprese.
A illustrare la misura è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al termine di un Consiglio dei ministri lampo: “Si prevede uno sconto sul gasolio e solo sul gasolio per un controvalore fra accise e Iva di 17 centesimi, fino al 6 agosto”. Il governo tornerà a riunirsi il 4 agosto per valutare l’andamento dei prezzi e decidere che cosa fare dopo. In sostanza, tra pochi giorni si ricomincia da capo.
Sconticino di appena 17 centesimi solo sul diesel e fino al 6 agosto
Giorgia Meloni rivendica comunque la scelta: “Di fronte a questo rincaro, che non abbiamo determinato ma dobbiamo gestire, abbiamo deciso di intervenire subito”. La premier ammette però il limite della misura: “Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione”.
Settimane di immobilismo
La tempestività evocata da Palazzo Chigi, però, arriva dopo settimane di immobilismo, mentre i prezzi alla pompa continuavano a salire. Secondo l’osservatorio del Mimit, la benzina in modalità self ha raggiunto 1,982 euro al litro e il gasolio 2,185 euro. In autostrada si sale rispettivamente a 2,071 e 2,255 euro. Il diesel è vicino ai livelli record del marzo 2022, mentre la benzina ha toccato il massimo dall’ottobre 2023.
Le coperture arriveranno in parte dal meccanismo delle accise mobili, dalle sanzioni Antitrust e dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica. È invece saltata, per l’opposizione di Lega e Forza Italia, l’ipotesi di aumentare le accise sui tabacchi. Anche su questo fronte la maggioranza ha preferito il compromesso minimo, riducendo ulteriormente lo spazio dell’intervento.
Le proteste dei consumatori e delle opposizioni
I consumatori parlano apertamente di misura insufficiente. Il Codacons calcola un risparmio di circa 8,50 euro su un pieno da 50 litri, con il prezzo medio del diesel che resterebbe comunque sopra i due euro. “Si tratta di uno sconto del tutto deludente e insufficiente, limitato solo al gasolio e senza alcun effetto sulla benzina”, denuncia l’associazione.
Ancora più netto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori: “Taglio insufficiente. Hanno partorito un topolino”. Secondo Dona, il governo avrebbe dovuto ridurre il gasolio di 25 centesimi e la benzina di 15. “Oltre a essere un intervento tardivo, con pesanti ripercussioni sull’inflazione di luglio, si poteva e si doveva fare di più”.
Anche Angelo Bonelli, di Alleanza Verdi e Sinistra, attacca la scelta di spendere altri 125 milioni di euro senza intervenire sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. “Giorgia Meloni continua a schierarsi dalla parte dei petrolieri invece che dei cittadini”, afferma, accusando il governo di utilizzare denaro pubblico per tamponare l’emergenza senza affrontare la dipendenza energetica del Paese.
Si naviga a vista
Giorgetti assicura che l’esecutivo monitorerà quotidianamente l’andamento delle quotazioni internazionali e spera che il calo del Brent si trasferisca presto sui distributori. Ma, per ora, la risposta del governo si esaurisce in uno sconto temporaneo che non riporta neppure il gasolio sotto i due euro e lascia completamente scoperti gli automobilisti a benzina.
Dopo settimane di attesa, Palazzo Chigi prova dunque ad accontentare il Paese con poco: un intervento a termine, parziale e già accompagnato dalla promessa di una nuova valutazione. Più che una strategia contro il caro carburanti, è una breve tregua contabile. E il conto, tra pochi giorni, rischia di tornare interamente sulle spalle degli italiani. Intanto, famiglie e imprese continueranno a pagare prezzi da emergenza, senza sapere quale sarà il prossimo intervento del governo.