Corsa al riarmo, governo in stato confusionale: Tajani annuncia il ricorso al Safe, poi è costretto alla marcia indietro dalla Lega. Intanto Crosetto parla di scostamento di bilancio per le spese militari

Riarmo: 14,9 miliardi di prestiti Safe, anzi no, solo prenotati ma ne useremo meno... Cronaca di una giornata difficile per Tajani

Corsa al riarmo, governo in stato confusionale: Tajani annuncia il ricorso al Safe, poi è costretto alla marcia indietro dalla Lega. Intanto Crosetto parla di scostamento di bilancio per le spese militari

Sono bastati 30 minuti ieri per misurare la confusione che regna nella maggioranza di governo sul riarmo, ossia il dossier più delicato dell’agenda internazionale italiana. In audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, il vicepremier Antonio Tajani (Fi) annuncia solenne: “Abbiamo deciso di utilizzare lo strumento Safe (lo strumento che mette a disposizione degli stati prestiti da 150 miliardi a tasso agevolato con scadenza a 45 anni per comprare armamenti, ndr), chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro fine anno“. Una scelta, la definisce, già presa.

Marcia indietro sul riarmo: “Quei 14,9 miliardi sono prenotati, ne useremo meno”

Passa mezz’ora e il ministro degli Esteri è costretto a corregge il tiro davanti alle telecamere, derubricando quei 14,9 miliardi a semplice prenotazione, “il tetto massimo da utilizzare”. E ad aggiungere: “Come ho sempre detto, ne utilizzeremo probabilmente di meno”. Da decisione a ipotesi in mezz’ora: la sintesi perfetta di un esecutivo che fatica a parlare con una voce sola persino sui dossier che riguardano miliardi di euro di debito pubblico e la sicurezza nazionale.

A complicare il quadro sempre ieri è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto (FdI), che nella stessa audizione ha definito il Safe “un’alternativa al Bot”, una “scelta totalmente tecnica” che riguarda solo il finanziamento della spesa militare già prevista a bilancio, non risorse aggiuntive. “La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio”, puntualizza, spostando così la vera partita a settembre, quando si deciderà su uno scostamento dello 0,9% del Pil per la difesa.

Il “fermi tutti” della Lega

Mentre i due ministri provano a ricomporre la narrazione, arriva la doccia fredda della Lega: fonti del partito di Salvini fanno sapere che “sull’uso dei fondi Safe l’ultima parola spetta al Parlamento”, di fatto smentendo l’idea che la partita fosse già chiusa nelle stanze del governo. Tre partiti di governo, tre versioni, in una manciata d’ore.

Insorgono le opposizioni

Le opposizioni non si lasciano sfuggire l’occasione. Il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova denuncia in aula che “nel giro di meno di un’ora il governo ha cambiato posizione totalmente”, chiedendo un’informativa urgente di Tajani, Crosetto e della premier Meloni per “dare una parola di serietà” su quella che rischia di diventare “una pantomima”.

Al coro si unisce Francesco Silvestri del M5S, che parla di spiegazioni “del tutto inadeguate”. Ancora più duro Giuseppe Conte, che su Facebook accusa il governo di ipotecare “il nostro futuro” con il riarmo mentre sulla benzina restano “zero euro” e il diesel non torna sotto i 2 euro: “Nonostante i salti acrobatici e gli imbarazzi a pochi mesi dalle elezioni, la direzione è chiara”. Sulla stessa linea Stefano Patuanelli, che riassume la mattinata con ironia amara: da “abbiamo deciso” a “forse ne useremo una parte”, fino a “non abbiamo deciso nulla”. “Surreale”, scrive.

Affondo di De Luca: “Governo nel caos”

Per il Pd, Piero De Luca parla apertamente di “governo nel caos” e di “profonde fibrillazioni” nella maggioranza, sottolineando che perfino l’Ue avrebbe chiarito che le tempistiche ipotizzate dall’Italia non sarebbero corrette. Sulla stessa lunghezza d’onda Angelo Bonelli di Avs, che parla di “follia” nel destinare miliardi agli armamenti “mentre gli stipendi restano fermi” e la sanità pubblica è in affanno.

Di segno opposto la posizione di Azione: il vicesegretario Ettore Rosato difende l’utilizzo dei fondi, sostenendo che quelle risorse “servono” a garantire ai militari italiani “più dotazioni, strumenti e garanzie” negli scenari di guerra.

Bruxelles spinge per l’utilizzo integrale del fondi

Intanto da Bruxelles arriva il plauso della Commissione Europea per un eventuale ricorso al Safe dell’Italia. Per il portavoce per la Difesa Thomas Regnier il giudizio sarebbe “molto, molto positivo” se l’Italia utilizzasse i fondi a disposizione interamente, per 14,9 mld di euro, anche perché ha presentato un piano molto “solido” sull’uso che intende fare di quelle risorse.
“Non abbiamo tempo da perdere – sottolinea Regnier – questa è la posizione chiara della Commissione Europea, in merito a SAFE e alla sua attuazione. Perché? Perché SAFE svolge un ruolo cruciale per la sicurezza dell’Europa. Lo vediamo quotidianamente in Ucraina. Abbiamo assistito a incursioni di droni in Romania, solo per citare uno dei tanti Stati membri presi di mira”. L’Italia, ricorda Regnier, “è lo Stato membro che ha richiesto 14,9 miliardi di euro e ha ricevuto da noi un budget approvato di 14,9 miliardi di euro. Ora, ciò che è importante per noi è passare rapidamente alla fase successiva”.

Lo scontro Crosetto-Marton su ulteriori 21 miliardi per armamenti

Da registrare infine lo scontro diretto tra Crosetto e il capogruppo M5S in commissione al Senato, Bruno Marton. Il senatore ha accusato il ministro di aver annunciato, oltre ai 14,9 miliardi Safe, anche uno scostamento di bilancio da almeno 21 miliardi per la difesa, criticando inoltre il paragone usato da Crosetto tra le armi a Kiev e una “medicina” necessaria alla sopravvivenza dell’Ucraina: per Marton servirebbe invece “una cura”, cioè una soluzione diplomatica.

Il ministro ha respinto seccamente l’accusa: “Le dichiarazioni del senatore Marton non corrispondono a quanto ho affermato”, ha spiegato, ribadendo di aver parlato solo dell’eventuale ricorso alla clausola di salvaguardia europea, “un percorso già delineato”: lo 0,3% del Pil nel 2027 e lo 0,6% nel 2028, “mai” uno scostamento da 21 miliardi.

Immediata la risposta del capogruppo M5S in Commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama: “Crosetto non smentisce me, ma se stesso. Come dice lui, basta leggere il resoconto della sua audizione per constatare che ha detto: ‘La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio che voteremo, se voteremo, a settembre, sullo 0,9 per la difesa e lo 0,6 per l’energia’. Lo 0,9% del Pil sono circa 21 miliardi. Poi ha precisato che il percorso già delineato è 0,3% del Pil nel 2027 e lo 0,6% nel 2028, che sommati fanno lo 0,9% che con il valore del Pil previsto per il 2028 sono circa 22 miliardi. Che lo scostamento sia tutto subito o diviso su due anni, la cifra è comunque quella”, conclude Marton.