La vendetta degli Stati Uniti dopo gli attacchi sulle basi Usa in Giordania è arrivata subito: questa notte è partita una nuova andata di attacchi contro l’Iran. I raid si inseriscono all’interno di un piano, presentato a Donald Trump, che prevede per due settimane di intensificare i bombardamenti allo scopo di ridurre le capacità missilistiche dei pasdaran.
Il Centcom, il Comando centrale degli Stati Uniti, ha poi confermato di aver completato una serie di “duri” attacchi contro l’Iran in replica alle azioni della notte precedente. L’esercito Usa ha “colpito decine di obiettivi del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittima”.
Iran sotto attacco, duri raid Usa nella notte: almeno 3 morti
I media iraniani hanno fatto sapere che sono state prese di mira anche l’isola di Qeshm e la città meridionale di Abadan. Sull’isola di Qeshm, spiega un funzionario, le squadre di soccorso sono alla ricerca di due persone intrappolate sotto le macerie. Sempre sull’isola, un attacco Usa ha ucciso tre persone, tra le quali anche un bambino di due anni. Le vittime dell’attacco nel quartiere di Chah Tangu sono padre, madre e il loro figlio di due anni, ha riferito Fars. Altri due bambini sono rimasti feriti.
L’Iran è passato al contrattacco, ma l’esercito giordano ha comunicato di aver abbattuto cinque missili provenienti da Teheran: la difesa aerea ha quindi fermato i missili e l’attacco non ha causato vittime. Un portavoce dell’esercito ha confermato che i “missili sono stati rilevati, intercettati e abbattuti” nelle prime ore di questa mattina.