«Ci sono soldati ora che si trovano a Gaza e in Libano affinché noi possiamo giocare qui. Ci sono persone che sono morte affinché noi potessimo giocare qui». Lo ha detto Nadav Zilberstein, allenatore della nazionale israeliana under 18, ai suoi giocatori minorenni, prima dell’esordio all’Europeo di categoria in corso fra Trento e Rovereto. Il video lo ha diffuso la Federazione cestistica israeliana. Nessuno gliel’ha rubato.
Il conto dell’altra metà del campo il Comitato olimpico palestinese lo ha depositato alla Camera dei deputati il 13 febbraio 2026: 684 sportivi uccisi dall’ottobre 2023, di cui 178 fra i sei e i vent’anni, circa 290 impianti distrutti fra Gaza e Cisgiordania.
Il primo marzo 2022 la Fiba ha escluso squadre e dirigenti russi da ogni competizione per la violazione della tregua olimpica. La stessa Fiba, il 29 giugno 2025 ai Mondiali under 19 di Losanna, ha assegnato a Israele la vittoria a tavolino sulla Giordania, che si era rifiutata di giocare. Nel rapporto del 16 settembre 2025 la Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha qualificato come genocidio la condotta israeliana nella Striscia.
Prima del torneo i sindaci di Trento e Rovereto, Franco Ianeselli e Giulia Robol, avevano scritto alla federazione israeliana che “il campo da gioco non è un mondo a parte e non è mai neutrale”. Il 29 luglio Alleanza verdi e sinistra del Trentino ha chiamato quelle parole “un atto ignobile” che legittima il genocidio di un popolo. Quel giorno il ministero della Salute di Gaza contava 73.335 uccisi dall’ottobre 2023.
La finale si gioca domenica 2 agosto. Fino ad allora resta agli atti la frase con cui una federazione europea ha spiegato a dei diciassettenni che il loro diritto di giocare in Italia si regge su chi muore a Gaza.