La Sveglia

Valanga di armi dall’India ad Israele

Dall'India a Israele sono state effettuate 2596 spedizioni di armi fra il 7 ottobre 2023 e il 30 novembre 2025.

Valanga di armi dall’India ad Israele

Duemilacinquecentonovantasei spedizioni fra il 7 ottobre 2023 e il 30 novembre 2025. È il registro che Amnesty International ha pubblicato il 30 luglio nel rapporto “Made in India”: almeno 390.516 parti per armi leggere e 564.970 parti di ordigni esplosivi partite da aziende indiane verso i fornitori diretti dell’esercito israeliano. Fra le forniture, testate per i droni SkyStriker simili a quelle trovate fra le macerie di Khan Younis.

Nelle stesse ore Donald Trump ha annunciato l’accordo per il disarmo completo di Hamas. Il conteggio delle armi arrivate all’altra parte è uscito insieme all’annuncio.

Il criterio con cui Amnesty misura la responsabilità va letto con calma. La Convenzione sul genocidio obbliga a prevenire, e l’obbligo scatta quando uno Stato sa. Dopo le misure cautelari della Corte internazionale di giustizia, scrive la segretaria generale Agnès Callamard, le autorità indiane “non possono credibilmente affermare di ignorare” il rischio di contribuire a quello che Amnesty definisce genocidio.

Il registro italiano dice la stessa cosa con altri numeri. Nel 2025 Israele resta fuori dalle nuove autorizzazioni individuali, perché l’Uama le ha sospese. Intanto, secondo la Relazione dell’Agenzia delle Dogane letta dalla Rete italiana pace e disarmo, verso Israele sono partiti 228 trasferimenti definitivi e 296 riesportazioni. Oltre 22,6 milioni di euro di materiale militare, tutto su licenze rilasciate prima dello stop.

Il 30 luglio, question time al Senato, Antonio Tajani ha risposto al senatore Peppe De Cristofaro che la sospensione anche parziale dell’accordo di associazione Ue-Israele «non sia per il momento la scelta giusta». Nella stessa seduta il ministro ha esibito l’altro registro: 95 civili evacuati da Gaza dal 28 febbraio, 89 dei quali studenti. Dopo fine febbraio, nessuna evacuazione sanitaria. I due registri li tiene lo stesso ministero.