Un enorme sospiro di sollievo. È quello tirato dagli italiani preoccupati dai costi folli dei carburanti, dopo il Consiglio dei ministri di ieri sera. Un sollievo quantificato in 17 centesimi (ma solo per i proprietari di veicoli Diesel). È quello infatti il nuovo/vecchio taglio delle accise sul gasolio deciso dal governo Meloni, ma solo fino al 25 agosto, poi, si vedrà.
E se si pensa che 17 centesimi sono una miseria, bisogna considerare che l’accordo nella maggioranza ieri è arrivato in extremis (domani sarebbe scaduto lo sconto varato il 28 luglio scorso), solo dopo ore di caos e polemiche. E che la maggioranza sia a pezzi, lo dimostra anche il Cdm iniziato con un’ora di ritardo rispetto alla convocazione delle 17. Il motivo è semplice: fino a poche ore dall’incontro, il governo non sapeva dove trovare le risorse.
Un pre-vertice con Giorgetti per trovare i soldi
Per sbloccare l’impasse è servito addirittura un vertice pre-Cdm a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni, i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (la conferma che sui soldi, più che sulla misura in sé, la maggioranza fatica a trovare un accordo). La premier avrebbe richiamato gli alleati all’ordine, visto che nelle ore precedenti i partiti si erano mossi su binari opposti.
Salvini rilancia la tassa sugli extra-profitti bancari: no all’aumento delle sigarette
Da un lato Salvini, che aveva rilanciato un suo cavallo di battaglia: tagliare le accise su benzina e gasolio non per quindici giorni ma per un anno intero, prendendo le risorse dagli utili record delle grandi banche italiane. Le due principali, aveva ricordato il leader della Lega, hanno chiuso il primo semestre con oltre 12 miliardi di utili complessivi, “che non hanno precedenti nella storia repubblicana”.
Salvini si era però smarcato con altrettanta nettezza dalla proposta arrivata dall’Unione Nazionale Consumatori, che chiedeva di finanziare il taglio alzando le tasse sul fumo: le risorse, ha ribadito il vicepremier, “non vanno chieste ai fumatori o ai ragazzi che si bevono un cocktail quest’estate”.
Stop di Tajani sulle banche, ma rilancio sull’Iva e flessibilità
Dall’altro lato, Antonio Tajani e la principale azionista di Forza Italia, Marina Berlusconi, che avevano chiuso sul nascere ogni ipotesi di prelievo sulle banche, terreno su cui il partito di Marina non transige, rilanciando invece su una strada diversa: usare la leva dell’Iva per abbassare le accise, oltre a valutare l’impiego dei 14 miliardi di flessibilità concessi dall’Ue all’Italia per progetti energetici.
Due impostazioni inconciliabili in poche ore, che spiegano perché alla fine il governo abbia preferito una soluzione più contenuta — la proroga del solo sconto sul gasolio — piuttosto che il pacchetto più ampio evocato nei giorni scorsi.
Appendino: “Meloni torni alla pompa di benzina del filmato elettorale e chieda scusa”
Nel frattempo, in Aula, le opposizioni non hanno risparmiato attacchi al governo. La deputata M5S Chiara Appendino ha chiesto a Meloni di tornare alla pompa di benzina dove, promettendo l’eliminazione delle accise, aveva raccolto voti in campagna elettorale — questa volta per “chiedere scusa al Paese” e tagliare davvero le accise tassando gli extraprofitti energetici.
Il dem Andrea Casu ha parlato di “un’estate da bollino rosso” per il caro vita, imputando al governo misure “inefficaci e di corto respiro”, mentre Francesca Ghirra, di Avs, si è unita alla richiesta di un’informativa urgente di Meloni e del ministro Urso.
Intanto i prezzi volano, col gasolio stabilmente sopra i 2,10 euro
Sullo sfondo, i prezzi alla pompa continuano a correre. Il gasolio è tornato sopra i 2,10 euro al litro in modalità self, il livello più alto dal 29 luglio, complice anche la nuova tensione sullo stretto di Hormuz tra Stati Uniti e Iran; la benzina resta stabile poco sotto i 2 euro.
Il Codacons segnala che l’attuale sconto da 17 centesimi si è già ridotto, nei fatti, a 8,5 centesimi sulla rete ordinaria, “mangiato” dai rincari degli ultimi giorni, per un mancato guadagno stimato in 4,25 euro a pieno per gli automobilisti.
L’associazione chiede da giorni al governo di attingere al maggior gettito Iva di luglio garantito dai carburanti e di intervenire sugli extraprofitti di petrolieri ed energetici, definendo “palesemente inattuabili” le richieste più ambiziose, come un taglio da 35 centesimi al litro.
Ma le famiglie pagano carissimo anche il Gas, un quarto va in tasse. Lo certifica Arera
A completare il quadro sul costo della vita arrivano infine i dati diffusi oggi da Arera sulle bollette del gas. Per i circa 2,3 milioni di clienti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, la spesa totale dell’utente tipo è salita a luglio del 9,7% rispetto a giugno, dopo due mesi di sostanziale stabilità. Il prezzo di riferimento sale a 134,40 centesimi di euro al metro cubo, di cui quasi la metà — 63,81 centesimi — riconducibile alla sola materia prima gas naturale, mentre le imposte pesano per il 26,48% del totale della bolletta.