Produzione industriale a picco, continua il tracollo con il governo Meloni

Il fallimento del governo sulle politiche industriali è sempre più evidente: continua il crollo della produzione anche a giugno.

Produzione industriale a picco, continua il tracollo con il governo Meloni

Mentre Giorgia Meloni esulta per un misero +0,2% di crescita trimestrale, peraltro tra le più basse in assoluto in Ue, i dati riportano il governo alla dura realtà. E lo mettono di fronte al fallimento delle sue politiche industriali. L’Istat ha infatti certificato un nuovo calo della produzione industriale, una costante quasi ininterrotta da quando Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi.

Se pensavamo che scendere più in basso, dopo il tracollo degli ultimi anni, fosse difficile, oggi scopriamo che si può sempre scavare ancora. La produzione industriale è infatti ancora in calo a giugno: l’indice destagionalizzato diminuisce dell’1% rispetto a maggio e su base annua l’indice generale è in flessione dello 0,6% al netto degli effetti di calendario. 

Produzione industriale a picco, regge solo l’energia

Nella media del secondo trimestre si registra invece una crescita dello 0,4% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il calo mensile riguarda tutti i principali raggruppamenti di industrie, con l’unica eccezione dell’energia. Guardando ai dati su base annua, l’Istat riporta un calo “marcato” nei beni di consumo e una “crescita moderata” sul fronte dell’energia e dei beni strumentali. 

Su base tendenziale, il calo è del 3,2% per i beni di consumo e dell’1,2% per i beni intermedi. La crescita tendenziale è invece dello 0,6% per i beni strumentali e dell’1,7% per l’energia. I settori in cui si registra un incremento maggiore sono la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,5%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+3,2%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+2,3%). 

I cali maggiori riguardano invece le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-7,1%), le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-3,6%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-2,3%).

Il crollo dei beni di consumo e gli effetti della guerra in Iran

I dati di giugno, sottolinea il Codacons, fanno registrare un “netto peggioramento” con il calo sia su base mensile che annuale. L’associazione parla di “crollo verticale” per i beni di consumo, “in diminuzione per il settimo mese consecutivo”. Da segnalare soprattutto il “tracollo del -10,7%” per i beni durevoli, mentre nei primi sei mesi dell’anno il calo complessivo dei beni di consumo è del 2,9%. E non è finita, perché i dati già risentono della guerra in Iran, ma potrebbe persino “sensibilmente peggiorare” per la situazione economica internazionale e per le tensioni nello Stretto di Hormuz, che hanno portato a una “repentina salita dei prezzi energetici e dei carburanti” nell’ultimo mese.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, parla di “dati pessimi”, ricordando che già a maggio si erano registrati i primi “contraccolpi” dovuti alla guerra in Iran. Ora, però, siamo di fronte a una “caduta tripla della produzione” con il calo di un punto sul mese precedente. E l’andamento è “a dir poco allarmante” per i beni di consumo durevoli, perché “dimostra che fino a che le famiglie non hanno i soldi per gli acquisti e il mercato interno non tira, la produzione non può andare bene”.