Il prezzo più alto lo pagano le famiglie a basso reddito. Ancora una volta, il costo della guerra in Iran voluta da Donald Trump e Benjamin Netanyahu finisce per ricadere sui più poveri. L’ultima conferma arriva dalla Bce, secondo la quale sono le famiglie a basso reddito quelle più colpite dai rincari dei prezzi energetici causati dal conflitto in Medio Oriente.
Uno studio della Bce, contenuto nel bollettino economico, evidenzia che nei nuclei “a più basso reddito” il 9% del bilancio viene assorbito dal pagamento dei beni energetici, dei carburanti e della bolletta dell’energia. La media complessiva, invece, è del 5,5%. E queste famiglie, si legge ancora, “dispongono di minori risorse per assorbire gli shock sui prezzi”. Inoltre i rincari “erodono le risorse accantonate”: non a caso queste famiglie “registrano un tasso di risparmio mediano negativo e pari a circa il -5,8% del reddito disponibile”.
L’allarme della Bce: la crisi energetica colpisce di più le famiglie a basso reddito
La conclusione della Bce è che le famiglie a basso reddito “non rispondono dei risparmi necessari per distribuire i consumi e dipendono quasi interamente dal reddito da lavoro, il che le espone quando la crescita è negativa”. Lo shock energetico è, per la Bce, “inequivocabilmente recessivo”, considerando che “frena i consumi aggregati principalmente attraverso perdite di reddito disponibile reale”. Ma la riduzione dei consumi è molto diversa da famiglia a famiglia: quelle a basso reddito sono costrette a tagliare i consumi di fronte agli aumenti perché le spese energetiche non sono comprimibili.
Si tratta, poi, di famiglie che solitamente hanno meno risparmi, dipendendo quasi esclusivamente dal reddito da lavoro. Le altre famiglie, con redditi maggiori, hanno più fonti di introiti e hanno solitamente risparmi sufficienti per attenuare lo shock. La conclusione è che i consumi diminuiscono in misura doppia per le famiglie “con vincoli di liquidità”, ovvero dell’1,4% contro lo 0,7% delle altre famiglie.
Nel bollettino la Bce rinnova inoltre il suo appello alla cautela, ribadendo che siamo di fronte a una “incertezza elevata” e che “l’impatto inflazionistico” non è ancora esaurito, anzi “deve ancora manifestarsi a pieno”. Al momento le stime sui prezzi dell’energia sono su livelli “ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente”, ma comunque il consiglio direttivo seguirà “un approccio guidato dai dati” per le prossime scelte in materia di politica monetaria.