Terremoto in Indonesia, 38 morti dopo la scossa 7,7: 235 repliche e frane ostacolano i soccorsi

Terremoto Indonesia: almeno 38 morti dopo la scossa di magnitudo 7,7 a Flores. Frane e comunicazioni interrotte rallentano ancora i soccorsi.

Terremoto in Indonesia, 38 morti dopo la scossa 7,7: 235 repliche e frane ostacolano i soccorsi

Il bilancio del terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito l’Indonesia orientale continua ad aggravarsi. Sono almeno 38 le persone morte dopo la violentissima scossa che nelle prime ore di sabato 15 agosto ha interessato l’area di Flores, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale. Almeno 13 persone risultano ferite, due delle quali in condizioni gravi, mentre circa 2.000 abitanti hanno lasciato le proprie case.

Il dato è stato comunicato da Suharyanto, capo della BNPB, l’Agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri, mentre le squadre di emergenza continuano a cercare persone sotto le macerie e tentano di raggiungere le aree più isolate. Frane, strade interrotte, blackout e problemi alle telecomunicazioni stanno complicando le operazioni.

C’è, intanto, un altro numero che descrive la dimensione dell’evento: la BMKG, l’agenzia indonesiana di meteorologia e geofisica, ha registrato 235 scosse successive entro le 14 ora di Giacarta, con magnitudo comprese tra 2,5 e 6,2. Secondo l’agenzia, la sequenza non mostrava ancora una significativa tendenza alla diminuzione.

Terremoto in Indonesia, il bilancio sale ad almeno 38 morti

Il primo bilancio diffuso poche ore dopo il terremoto parlava di poche vittime. Con l’arrivo delle informazioni dalle diverse località di Flores, però, la situazione si è rapidamente aggravata.

Alle 15 ora indonesiana il capo della BNPB ha comunicato 38 morti, due feriti gravi e 11 persone con ferite lievi. Circa 2.000 residenti si sono spostati verso aree considerate più sicure.

Una delle situazioni più drammatiche emerge dall’area di Reok, nel distretto di Manggarai, dove secondo Associated Press 16 persone sono morte a causa di una frana innescata dal terremoto. Le vittime sono concentrate, soprattutto, nelle aree di Sikka, Manggarai e Manggarai Orientale.

Edifici e abitazioni sono crollati o hanno subito gravi danni. In diversi ospedali i pazienti sono stati trasferiti all’esterno per precauzione e sono state predisposte aree temporanee per le cure.

Nagekeo difficile da raggiungere, strade bloccate dalle frane

A preoccupare è soprattutto la situazione nelle zone più vicine all’epicentro.

La scossa è stata localizzata dalla BMKG in mare, circa 30 chilometri a nord-est di Nagekeo, a una profondità di 15 chilometri.

Proprio Nagekeo è una delle aree in cui ottenere informazioni complete sta risultando più difficile. Le squadre di soccorso non erano ancora riuscite a raggiungere alcune località via terra a causa delle frane, mentre erano stati organizzati anche tentativi di accesso via mare.

Associated Press riferisce, inoltre, che le frane hanno interrotto tratti della Trans-Flores Highway, l’arteria stradale che attraversa l’isola per centinaia di chilometri. Tre elicotteri e un’imbarcazione sono stati mobilitati per sostenere le operazioni di soccorso e trasporto dei materiali.

Anche le telecomunicazioni hanno subito danni: circa 200 stazioni radio-base in dieci distretti e città sono state interessate da problemi alla rete, rendendo ancora più difficile raccogliere informazioni dalle zone colpite.

Sono già 235 le scosse successive

L’emergenza non riguarda soltanto i danni provocati dal terremoto principale.

Secondo l’ultimo aggiornamento della BMKG sulle repliche, entro le 14 ora di Giacarta erano state registrate 235 scosse successive, distribuite soprattutto a nord di Flores e con magnitudo comprese tra 2,5 e 6,2.

Il dato più importante è, però, un altro: il monitoraggio mostrava che l’attività non aveva ancora iniziato a diminuire in maniera significativa. Questo non significa che sia possibile prevedere l’arrivo di un’altra scossa forte, ma spiega perché le autorità continuino a invitare gli abitanti a non rientrare negli edifici danneggiati e a mantenere alta l’attenzione.

Proprio il rischio rappresentato dalle repliche è particolarmente importante quando le strutture sono già state indebolite dal terremoto principale.

Perché il terremoto è stato così forte

La BMKG ha ricondotto il terremoto all’attività del Flores Back-Arc Thrust, un grande sistema tettonico attivo che corre a nord dell’isola di Flores.

Il meccanismo individuato è quello di una faglia inversa, o thrust fault: in sostanza una porzione della crosta viene spinta sopra un’altra dalla compressione tettonica. Il fatto che il terremoto sia stato molto superficiale, circa 15 chilometri di profondità secondo la BMKG, contribuisce a spiegare la forte intensità dello scuotimento osservato sulla terraferma.

È, inoltre, un’area che ha già prodotto terremoti devastanti. Nel 1992 Flores fu colpita da un terremoto di magnitudo 7,5 seguito da uno tsunami, in una catastrofe che provocò circa 2.500 morti.

Non significa che la storia debba ripetersi: ogni terremoto ha caratteristiche proprie, ma la presenza di un sistema tettonico attivo spiega perché Flores sia una delle aree dell’arcipelago indonesiano in cui il rischio sismico resta elevato.

I soccorsi continuano, il bilancio può cambiare ancora

La priorità nelle prossime ore sarà raggiungere le comunità rimaste isolate e verificare quante persone possano essere ancora intrappolate sotto edifici e frane.

Il numero di 38 vittime deve quindi essere considerato ancora provvisorio. Lo stesso capo della BNPB ha spiegato che sono in corso verifiche e raccolta dei dati dalle diverse aree colpite.

Il terremoto è avvenuto in una regione composta da isole e da un territorio montuoso, dove frane e interruzioni stradali possono rallentare notevolmente le operazioni.

A oltre dieci ore dalla scossa principale, il quadro è, dunque, molto diverso dalle prime informazioni della mattina: almeno 38 morti, migliaia di evacuati, 235 repliche e intere aree nelle quali i soccorritori stanno ancora tentando di arrivare e proprio da quelle zone potrebbe dipendere il prossimo aggiornamento del bilancio.