Biglietti scritti dai genitori, una pistola legalmente detenuta, tre corpi in una camera da letto: è quello che i carabinieri hanno trovato il 31 agosto 2026 in un appartamento di Pietralata, a Roma, dove vivevano un uomo di 42 anni, sua moglie di 41 e la bambina di 5 con una disabilità grave. La procura lavora sull’ipotesi dell’omicidio-suicidio. Il giorno prima un ragazzo di 16 anni aveva aggredito la madre di 50 e poi aveva chiamato il 112 per dirlo.
Massimiliano Umberti (Pd), presidente del IV Municipio, ha spiegato che la famiglia era seguita dai servizi sociali, che la bambina frequentava un nido comunale e che la madre aveva lasciato il lavoro per starle dietro, e poi ha aggiunto la frase che conta: “nonostante fossero seguiti anche economicamente, non è bastato”.
Su Avvenire, Roberta d’Angelo l’ha scritto meglio di tutti: “la solitudine dell’estate è una bomba che deflagra in sordina”, perché in quelle chat le famiglie si scambiano i pensieri di morte come gli orari dei centri estivi. Secondo la ricostruzione del Messaggero, il sedicenne era stato portato al Bambino Gesù la sera del 29 agosto, dopo una chiamata al 112 rivelatasi falsa ed era tornato a casa il giorno dopo con le dimissioni firmate dalla madre, e la procura per i minorenni valuta di acquisire quella cartella clinica.
Dalla solitudine al suicidio, una bomba che deflagra in sordina
Chi ascolta di mestiere lo dice con i numeri. Dal 1° settembre 2026 il numero di Telefono Amico Italia, 02 2327 2327, risponde ventiquattro ore su ventiquattro, mentre prima si fermava a mezzanotte e chi cercava una voce alle tre del mattino trovava il vuoto, e a tenerlo aperto sono ottocento volontari e la raccolta fondi “Una luce nella notte”. Nei primi sei mesi del 2026 hanno chiesto sostegno per pensieri suicidari, propri o di un caro, oltre 4.200 persone, il 24 per cento in più dello stesso periodo del 2025, che si era chiuso a oltre 7.500 contatti, quando prima della pandemia erano circa mille l’anno. Il 53 per cento arriva da under 35. La presidente Cristina Rigon ripete da anni la stessa cosa: «servono azioni strutturate e coordinate».
Un Paese che si conta con tre anni di ritardo
Poi c’è il rovescio istituzionale, e si vede meno. Il dato ufficiale più recente sulle cause di morte l’ha pubblicato l’Istat l’11 maggio 2026 e riguarda il 2023, cioè tre anni fa, e registra un calo dei tassi di suicidio rispetto al 2022 con una precisazione che pesa più della media, perché fra gli under 50 i livelli restano quelli del picco del 2021. Il Servizio Studi della Camera nel dossier del 4 giugno 2025 lavorava ancora sui 3.934 suicidi del 2022. Chi programma la prevenzione guida quindi guardando lo specchietto retrovisore.
Una legge per rimediare esiste, sulla carta, perché la proposta C. 1791, prima firmataria Augusta Montaruli (FdI), istituisce presso il Ministero della salute un Osservatorio nazionale sugli atti di suicidio che dovrebbe elaborare ogni anno, con l’Istat, i numeri dei suicidi e dei tentativi. Presentata il 20 marzo 2024 e assegnata alla XII Commissione Affari sociali il 10 settembre 2024, è arrivata all’adozione del testo base il 3 dicembre 2025 dove è ancora ferma. Il Piano di azioni nazionale per la salute mentale 2025-2030, primo dopo dodici anni, ha portato in manovra 80 milioniper il 2026 e 30 milioni l’anno dal 2029, mentre il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 infila la prevenzione del suicidio nel capitolo sulle malattie croniche.
Il cardinale Baldassare Reina, vicario del Papa per Roma, ha chiesto quanta sofferenza attraversi in silenzio le case della città, e la domanda vale per chi le amministra. Il 10 settembre, per la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, le istituzioni illumineranno di blu la Mole Antonelliana e il Palazzo della Loggia, e va bene, perché serve anche quello. Il turno di notte però lo copre il volontariato, e lo paga chi dona.
Se stai attraversando un momento difficile o convivi con pensieri di suicidio, parlarne aiuta. Telefono Amico Italia risponde 24 ore su 24 al numero 02 2327 2327 e su WhatsApp al 324 011 7252. Per bambini e adolescenti, la linea 19696 di Telefono Azzurro è attiva 24 ore su 24, e il 114 Emergenza Infanzia risponde alle situazioni di pericolo. In emergenza, il numero unico europeo è il 112. Chiedere aiuto è una misura di tutela.
Questo articolo segue le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’International Association for Suicide Prevention contenute in “Preventing suicide: a resource for media professionals”, aggiornamento del 12 settembre 2023: niente descrizione di metodi, niente ricostruzione delle dinamiche, niente dati identificativi delle vittime, indicazione delle risorse di aiuto disponibili.