Un accordo per non colpire obiettivi energetici. Sottoscritto da Russia e Ucraina, almeno stando a quanto afferma Donald Trump. Ma forse questa intesa non c’è o, quantomeno, è ancora in alto mare, come dimostra la frenata del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che chiede dettagli concreti su questa ipotetica tregua energetica.
“L’Ucraina ha concordato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso”, scrive Trump su Truth annunciando l’accordo. Ma lo fa con un obiettivo che sembra più interno che esterno, tanto più con il voto di midterm che si avvicina. Il presidente Usa, infatti, allega all’annuncio un altro messaggio che sembra avere l’obiettivo di scaricare ogni responsabilità sui rincari del petrolio: “L’aumento del prezzo della benzina a livello mondiale è causato principalmente dalla guerra tra Russia e Ucraina, non dall’Iran”.
Ovviamente, ciò che dice Trump non è vero, considerando che l’aumento delle quotazioni del petrolio delle ultime ore è legato al rinvio dei colloqui sullo Stretto di Hormuz e agli attacchi delle milizie irachene, legate all’Iran, che hanno danneggiato l’oleodotto saudita alternativo proprio a Hormuz.
Trump annuncia l’accordo sugli obiettivi energetici, ma Zelensky frena
Al di là della propaganda interna di Trump, il problema ucraino resta. A frenare sull’accordo annunciato da Trump è, sin da subito, Zelensky: “Se i partner sono disposti a garantire che la Russia smetta di colpire la nostra rete elettrica, le nostre altre infrastrutture energetiche, le infrastrutture critiche e il flusso di cibo, noi, ovviamente, siamo pronti a garantire una corrispondente cessazione dei nostri attacchi”.
Eppure, secondo quanto scrive il presidente ucraino, non sembrano esserci reali assicurazioni: “Ci aspettiamo che i partner forniscano dettagli concreti”. Zelensky ritiene che una de-escalation sulle infrastrutture critiche “potrebbe essere il primo passo verso la pace”, ma esprime subito i suoi dubbi: “L‘Ucraina non è sicura che la Russia abbia la volontà di rispettare qualsiasi accordo”. Ragione per cui chiede garanzie ai partner di Kiev, per rendere l’accordo “affidabile, duraturo e con un reale impatto sulla vita delle persone”.