La propaganda prevale, ancora una volta, sulla realtà. Il governo tira dritto sulla sospensione di Schengen con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta, chiusa ormai da tempo e che mai ha portato all’approdo in territorio Schengen di migranti irregolari provenienti dall’exclave.
Il Viminale ha deciso, questa mattina, di prorogare di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. La scelta è stata sottoscritta dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che l’ha comunicata attraverso una nota alla Commissione europea e ai ministri dell’Unione competenti in materia. Madrid ha immediatamente reagito prorogando, a sua volta, i controlli alle frontiere per 15 giorni.
Il Viminale proroga di 15 giorni la chiusura di Schengen con la Spagna
Il provvedimento, fa sapere il Viminale, viene ritenuto necessario dal governo italiano in seguito alle verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, che si è riunito questa mattina. Secondo quanto riporta ancora la nota del ministero dell’Interno, rimarrebbero “elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche”.
Affermazioni che, come è stato già dimostrato dal governo spagnolo e dalla Commissione Ue, non trovano fondamento in quanto avvenuto dopo la crisi di Ceuta. Ricordiamo che i migranti sono stati rispediti quasi tutti e subito in Marocco e che nessuno di loro ha attraverso le acque che separano Ceuta dalla Spagna: nessuno, quindi, è entrato in territorio Schengen. Difficile, quindi, sostenere che queste persone possano rappresentare una minaccia concreta all’Italia, tanto più che non confina con la Spagna.
La crisi di Ceuta e la chiusura delle frontiere sbarcano al Parlamento Ue
Il dibattito al Parlamento europeo di questa mattina ha permesso agli europarlamentari di tonare sul tema, con l’attacco della presidente del gruppo S&D, Iratxe Garcia Perez, alla presidente del Consiglio italiana: Meloni, afferma l’esponente socialista, non può dare alcuna “lezione” alla Spagna in tema di migrazioni irregolari e gestione delle frontiere. “Quando una frontiera è sotto pressione l’Europa deve rispondere con la solidarietà, non con la divisione”, sottolinea Garcia Perez.
“Per questo – prosegue – è così difficile ascoltare lezioni da alcuni, lezioni da coloro che sospendono Schengen con la Spagna. Quali lezioni può dare la signora Meloni sulla gestione delle frontiere? E quali lezioni può dare sull’umanità dopo che l’Europa si è prodigata per l’Italia nella crisi di Lampedusa? L’Europa è stata anche con la Polonia e la Lituania di fronte alla strumentalizzazione della migrazione da parte del regime di Aleksandr Lukashenko. La solidarietà europea non può dipendere da chi governa, né da quale Paese soffre la crisi”.