Per Matteo Salvini l’Italia tornerà a importare gas russo con la fine del conflitto in Ucraina. Peccato soltanto che Mosca non sembra essere d’accordo. Mentre il leader della Lega continua a inseguire le posizioni di Vannacci sui rapporti con il Cremlino, i risultati sono comunque scarsi e anni di scontri con la Russia hanno contribuito a incrinare i rapporti tra i due Paesi.
Se ieri Salvini si diceva certo che l’Italia avrebbe ripreso a importare gas dalla Russia con la fine della guerra, diversa sembra oggi la posizione di Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, gela infatti il vicepresidente del Consiglio, sostenendo che l’ipotesi di nuove forniture all’Italia è tutt’altro che certa.
Gas russo all’Italia, il Cremlino gela Salvini: solo se ci conviene
La Russia, dice Peskov, tornerà a esportare gas verso l’Europa e l’Italia soltanto “se queste forniture saranno vantaggiose, innanzitutto, e se sarà possibile riservare i volumi di gas necessari, poiché molti volumi sono già stati dirottati verso destinazioni alternative”.
Peskov, citato da Interfax, risponde proprio a Salvini che si diceva certo che l’Italia tornerà a importare il gas russo dopo la fine del conflitto in Ucraina. Come sottolinea ancora il portavoce del Cremlino, si tratta di una “questione commerciale”: “Se queste due condizioni si verificheranno, allora è del tutto possibile discuterne”. Insomma, a decidere sarà Mosca e non Salvini.
Ieri il vicepresidente del Consiglio ha parlato dopo un incontro informale con imprenditori italiani che lavorano in Russia e ha affermato che l’Italia, alla fine del conflitto, riprenderà gli acquisti di gas dalla Russia. Alla domanda sulla possibile ripresa degli acquisti di gas russo, Salvini ha risposto: “Quando il conflitto finirà, assolutamente sì. I numeri parlano da soli. Basta guardare i costi attuali, così come quelli di due, tre, quattro o cinque anni fa”.