Dossieraggi Intesa Sanpaolo: chiuse le indagini. Oltre a Mattarella e alla premier, spiati altri 22 politici tra cui Draghi, Renzi e Fitto

I pm: "Preoccupante vulnerabilità al fascino della curiosità illecita o del dossieraggio". La banca (archiviata) è la vera vittima

Dossieraggi Intesa Sanpaolo: chiuse le indagini. Oltre a Mattarella e alla premier, spiati altri 22 politici tra cui Draghi, Renzi e Fitto

Non solo Giorgia Meloni e Sergio Mattarella. La lista degli “osservati” da Vincenzo Coviello, l’ex dipendente di Intesa Sanpaolo al centro dell’inchiesta della Procura di Bari sul dossieraggio bancario, comprende 22 tra politici e cariche istituzionali di primo piano. Tra loro Mario Draghi, Matteo Renzi, Raffaele Fitto, Silvio Berlusconi... La pm Bruna Manganelli e il procuratore Roberto Rossi hanno notificato ieri l’avviso di conclusione delle indagini preliminari al 54enne di Bitonto, che dalla sua postazione alla filiale Agribusiness di Barletta, nel distaccamento di Bisceglie, avrebbe forzato gli accessi ai dati sensibili e finanziari di oltre 3.500 conti correnti dell’istituto tra il 2020 e il 2024.

Le imputazioni contestate

Tra le imputazioni contestate, accesso abusivo a sistema informatico aggravato, rivelazione di segreto, trattamento illecito dei dati e procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Coviello avrebbe interrogato il sistema informatico di Intesa Sanpaolo in relazione ai dati bancari del presidente della Repubblica e della premier, entrambi controllati in due occasioni, del presidente del Senato Ignazio La Russa tra il 2021 e il 2022, e del ministro della Difesa Guido Crosetto. Nell’elenco compaiono inoltre Berlusconi e l’ex governatore di Bankitalia Ignazio Visco, spiato in tre occasioni tra il 2021 e il 2022.

Altri sette dipendenti implicati

L’inchiesta non si esaurisce nella posizione del solo Coviello. La Procura di Bari ha reso noto che altri sette dipendenti di Intesa Sanpaolo sono coinvolti in condotte analoghe, “seppur caratterizzate da una minore offensività, frequenza ed entità, e non rivolte verso obiettivi istituzionali sensibili”.

Le loro posizioni sono state stralciate e trasmesse per competenza alle sedi giudiziarie territorialmente competenti. Per gli inquirenti “non ci si trova di fronte a un fenomeno isolato”, ma a “una preoccupante vulnerabilità al fascino della curiosità illecita o del dossieraggio” diffusa tra il personale dell’istituto.

Intesa Sanpaolo la vera vittima

Capitolo a parte riguarda la posizione di Intesa Sanpaolo come persona giuridica, indagata ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Con decreto del 10 giugno scorso, la Procura ha disposto l’archiviazione nei confronti della banca, riconoscendo una “radicale estraneità” al “disegno criminoso” del proprio dipendente.

Decisiva, secondo i pm, la “tempestiva e ferma reazione” dell’istituto, che già l’8 agosto 2024, a seguito di un’attività investigativa interna, aveva intimato il licenziamento di Coviello e sporto denuncia-querela nei confronti degli altri dipendenti coinvolti.

Netta anche la conclusione sul piano del danno: per la Procura la banca è “l’unica e vera vittima” della vicenda, avendo subito un “vulnus irreparabile” sotto il profilo sia reputazionale sia patrimoniale a causa di un “macroscopico tradimento del vincolo fiduciario” da parte del proprio funzionario, che avrebbe agito “nell’interesse esclusivo proprio o di terzi”.