Nel centrodestra è partita la corsa a rivendicare la paternità della sospensione del bollo auto per il prossimo anno. In prima fila c’è Forza Italia dato che la misura era uno dei pallini di Silvio Berlusconi. In una delle prime riunioni di FI sulla manovra, raccontano parlamentari azzurri, fu messa sul tavolo (ma con un’abolizione generalizzata, con costi stimati in 6 miliardi) da Roberto Occhiuto, e non a caso il vicesegretario e governatore della Calabria è stato tra i primi a commentare entusiasta. In sostanza ai piani alti del governo negli ultimi giorni si è deciso di anticipare subito con decreto una misura che in qualche maniera sarebbe finita nella manovra, dove la si vorrebbe rendere strutturale.
Lo stop al bollo auto vale 2,3 miliardi, ma è rebus sulle coperture
La platea interessata sarebbe 14,5 milioni tra vetture e motocicli. La bozza del decreto quantifica il costo dell’operazione in circa 2,3 miliardi di euro sui sette complessivi del gettito legato al bollo. Il calcolo della misura si potrà fare solo con i numeri dettagliati. E dovranno arrivare anche i decreti attuativi sulle modalità di rimborso alle Regioni previsti entro la fine di marzo prossimo. Ma è su questo fronte che si apre la polemica politica.
I governatori di destra entusiasti, quelli di sinistra sulle barricate
I governatori di centrodestra hanno accolto con entusiasmo l’abolizione. Di tutt’altro avviso quelli di centrosinistra con il presidente della Toscana Eugenio Giani che parla di un “livello sconsiderato di demagogia elettorale”. La decisione, per il governatore, andrà ad incidere soprattutto sulle casse delle Regioni. E a poco serviranno i rimborsi annunciati. Si afferma falsamente che si tratta di compensazioni. “Basta leggere il decreto per rendersi conto che si prevede, facendo l’esempio della Toscana, un rimborso per poco più di 100 milioni di euro, privandoci di entrate per circa 350”.
Per il governatore toscano “si vuol dare l’idea di diminuire le imposte dello Stato approvando per legge l’eliminazione di entrate derivanti da tributi delle Regioni” ma “di fatto “si mettono in crisi i servizi ai cittadini”. Nella bozza del decreto esaminato dal Cdm non sono però specificate le coperture, con l’articolo sulle disposizioni finanziarie rimasto ancora in bianco.
Rebus coperture
Fonti di governo hanno fatto sapere che a coprire il mancato gettito ci saranno economie del Pnrr, fondi che al 30 giugno 2026 non sono stati utilizzati e per i quali non sussiste una destinazione giuridicamente vincolante e non c’è obbligo di rendicontazione all’Ue. Anche qui pesano le parole di Giani che vi legge una palese incostituzionalità. La misura che sospende il bollo auto “la leggo esclusivamente come un decreto tarpa-sanità. Se voi andate a vedere l’aspetto della copertura del decreto, per queste mancate risorse” per le Regioni, “si afferma che ci sarà il Pnrr per investimenti”, ha detto Giani. “Si sta dicendo – ha aggiunto – che dall’Europa prendo qualcosa che doveva servire per gli investimenti, per dare copertura a una parte totalmente diversa, la parte corrente con cui si finanzia la sanità. È evidente e palese l’incostituzionalità”.