Rebus Renzi nel fronte progressista, lui si sente indispensabile e sfida tutti: “La nostra percentuale farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta”

Renzi si sente indispensabile. E mette nel mirino gli “aspiranti leader” del centro: rinuncino al posto blindato. I dubbi di Conte

Rebus Renzi nel fronte progressista, lui si sente indispensabile e sfida tutti: “La nostra percentuale farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta”

“La nostra percentuale sarà quella che farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta”. Chi credeva che Matteo Renzi avesse imboccato la via della moderazione, dovrà ricredersi. Ieri infatti è ritornato il vero Renzi e ha sancito: “Senza Italia viva il centrosinistra perde”.

Nella sua eNews dipinge la posta in gioco in modo netto. Da una parte un governo capace di rilanciare l’Europa e una maggioranza in grado di eleggere “un Presidente della Repubblica degno successore di Mattarella”. Dall’altra chi “punta a dare per sette anni il Quirinale alla Meloni e poi Palazzo Chigi a Salvini o Vannacci”. “La partita è questa”, chiude.

Renzi: “Con la nuova legge cambia tutto”

Per il senatore la nuova legge elettorale, con le preferenze, “cambia soprattutto il modo di fare le liste”, così, dice, lui stesso si è messo “personalmente” a comporle: “moltissime disponibilità” di amministratori e società civile, “molte donne e molti giovani”, “pancia a terra”.

Poi la sfida e il bersaglio sono i centristi, o meglio “qualche aspirante leader centrista più preoccupato del proprio futuro che del proprio Paese”. “Capisco che ci sia gente che vuole salvare o ottenere un seggio da parlamentare, è umanamente comprensibile. Ma qui c’è da salvare un Paese, non una poltroncina, ok?”.

E rilancia: chi al centro “vuole fare il leader di qualcosa” rinunci “al posto blindato nel premio di maggioranza” e si misuri “con il proporzionale, così finalmente vediamo chi ha davvero i voti e chi vive di chiacchiere”.

Intanto Conte vuole garanzie

La sfida arriva mentre la coalizione discute proprio di lui. Giuseppe Conte assicura che la comunità M5s è “leale e sana” e resterebbe nel campo progressista anche se a guidarlo non fosse lui. Ma, aggiunge, c’è un problema di “coerenza” e “affidabilità” legato all’ingresso di Renzi, e per questo torna a chiedere “garanzie” a Elly Schlein sul fronte centrista. La segretaria del Pd risponde: “L’unica garanzia da dare ai nostri elettori è che non si rifaranno gli errori del 2022”.