Prima l’accordo sul gasolio concluso con la Russia di Vladimir Putin, poi le pesanti critiche a Volodymyr Zelensky, fino ad arrivare all’auspicio di un cambio alla guida dell’Ucraina, e ora la richiesta di Donald Trump agli alleati europei di sbloccare una parte degli asset russi congelati, nel tentativo di rilanciare i negoziati di pace. Washington sembra accelerare il tentativo di riavvicinamento al Cremlino.
A rivelarlo è il Financial Times, che cita quattro fonti secondo cui gli Stati Uniti hanno chiesto ai Paesi dell’Unione europea di sbloccare parte degli asset russi, trasferendoli a un apposito strumento finanziario sotto il controllo di Washington. La proposta, secondo quanto riferito dal quotidiano, sarebbe stata avanzata dagli inviati del presidente americano, Steve Witkoff e Jared Kushner, durante un vertice tenutosi a Miami il 10 ottobre, al quale hanno partecipato funzionari di Ucraina, Francia, Germania, Regno Unito, Unione europea e Nato. In quell’occasione, secondo il giornale, i delegati europei hanno respinto con decisione il piano, giudicandolo eccessivamente favorevole a Mosca.
Gli Usa abbandonano l’Ucraina e scelgono la Russia
Come se non bastasse, stando a quanto riporta l’agenzia Reuters, l’amministrazione Trump starebbe valutando un allentamento delle restrizioni sulle navi della cosiddetta flotta ombra, collegate a Russia, Iran e Venezuela, utilizzate per il trasporto di petrolio e prodotti petroliferi e spesso impiegate per aggirare le sanzioni. Una mossa che avrebbe l’obiettivo dichiarato di ridurre i costi del trasporto marittimo, aumentati sensibilmente a causa delle tensioni sui mercati energetici.
Il provvedimento, secondo le fonti citate da Reuters, consentirebbe alle navi sanzionate di trasportare petrolio e prodotti petroliferi non vietati dalle sanzioni statunitensi, previa autorizzazione del Dipartimento del Tesoro.
Zelensky annuncia: “Riprenderemo gli attacchi contro le raffinerie russe”
Quel che è certo è che Volodymyr Zelensky appare sempre più solo, ma non per questo intende arrendersi. In un’intervista al Financial Times pubblicata oggi, il presidente ucraino ha annunciato che Kiev riprenderà gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe. Rispondendo alle domande del quotidiano, ha spiegato che la pausa nei raid era stata decisa in seguito alle richieste di Washington. Di fronte ai continui bombardamenti russi contro le infrastrutture energetiche ucraine, tuttavia, Kiev ha deciso di riprendere le operazioni.
Nella stessa intervista, Zelensky ha contestato anche il rallentamento del servizio di comunicazione satellitare Starlink, gestito da SpaceX, l’azienda di Elon Musk. Il presidente ucraino ha negato che i problemi nelle comunicazioni siano riconducibili a un semplice guasto tecnico.
Musk replica a Zelensky: “Devi andartene”
Intervista, quella di Zelensky, che non sembra essere andata giù al magnate Elon Musk. Il patron di X, Tesla, e SpaceX, ha rilanciato, sulle sue pagine social, diversi post di commentatori Usa, in cui si afferma che “l’ingrato e corrotto Zelensky dice di non avere interesse ad alcun accordo negoziato di pace”, e che “non ha intenzione di mettere fine alla guerra prima della sconfitta della Russia”.
Poi, non soddisfatto, ha rincarato la dose con un post al vetriolo su X in cui, tagliando corto, ha scritto: “È ora che Zelensky se na vada”.