Donald Trump, nel suo ultimo show mediatico, ne ha per tutti. Volodymyr Zelensky? Un leader difficile con cui trattare, molto più di Vladimir Putin, tanto da averlo ribattezzato “P.T. Barnum”, ossia il celebre impresario americano fondatore di un circo itinerante, considerato uno dei pionieri dell’intrattenimento di massa e noto per le sue strategie di marketing sensazionalistiche. Benjamin Netanyahu? Un leader con cui coopera, ma di cui afferma di non fidarsi. E sull’Iran lascia intendere che qualcosa potrebbe accadere.
Il presidente degli Stati Uniti, alle prese con sondaggi che indicano difficoltà per i repubblicani in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre, sembra deciso a fare di tutto per convincere gli scettici americani a dargli ancora fiducia. È quanto emerge dall’intervista rilasciata a Newsmax.
Trump rilancia la sua narrazione sul conflitto in Ucraina
Uno show del leader di Washington, che ha riproposto la sua versione del conflitto in Ucraina, sostenendo che, se fosse stato al potere nel 2022, la guerra “non sarebbe mai iniziata”. Un conflitto sanguinoso nel quale, secondo lui, “l’Ucraina ha perso molti uomini, anche la Russia, ma la Russia è un Paese enorme”. Trump ritiene inoltre che la guerra “dovrebbe finire presto”, perché “sia Volodymyr Zelensky sia Vladimir Putin vorrebbero vederla terminare“.
Parole all’apparenza concilianti a cui, però, poco dopo ha fatto seguito l’ennesimo affondo nei confronti del leader di Kiev. A suo dire, infatti, Zelensky “non è una persona facile con cui avere a che fare. Non sono un suo grande fan. Penso che sia più difficile avere a che fare con lui che con Vladimir Putin”. Il problema che, secondo Trump, impedirebbe una svolta diplomatica è semplice: “Dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero”.
Inoltre, prosegue il tycoon nel suo ragionamento, “Putin odia Zelensky e Zelensky odia Putin. Quando c’è questo tipo di odio è difficile risolvere le cose”. Parole al vetriolo che sembrano ribadire la posizione, già espressa a inizio settimana, favorevole allo svolgimento di nuove elezioni in Ucraina, con possibili conseguenze sugli equilibri politici del Paese.
I ceffoni del presidente degli Stati Uniti a Zelensky
Che il presidente ucraino sia un nervo scoperto per Trump lo si capisce poco dopo, quando quest’ultimo inizia a denigrarlo, trascurando il fatto che l’invasione su vasta scala dell’Ucraina, nel febbraio 2022, è stata lanciata dalla Russia. Ma poco importa: il tycoon, nella stessa intervista, è arrivato a paragonare il suo omologo ucraino a Phineas Taylor Barnum, impresario americano e fondatore di un circo itinerante, divenuto celebre per i suoi spettacoli e le sue tecniche promozionali sensazionalistiche.
“Lo chiamo P.T. Barnum“, ha dichiarato Trump, riferendosi a Zelensky. Poi il leader di Washington ha ricordato che l’amministrazione Biden ha fornito al presidente ucraino una quantità enorme di armi, “senza fargliele pagare“, ha aggiunto.
Non è tutto. Il presidente degli Stati Uniti, evidentemente insoddisfatto dei mancati progressi diplomatici tra Kiev e Mosca, si è scagliato contro il leader ucraino che, soltanto ieri, ha annunciato la ripresa dei raid sulle raffinerie russe, dopo una temporanea interruzione legata alla richiesta di Trump di favorire una “tregua energetica” tra i due Paesi. Una tregua che, secondo quanto riportato nell’articolo, la Russia avrebbe ripetutamente violato.
Sempre secondo quanto affermato a Newsmax, con gli attacchi alle raffinerie Volodymyr Zelensky “aumenta i prezzi dell’energia, è uno scandalo. Ci sono molti altri obiettivi che si possono colpire“. Trump sembra così concentrarsi sulle conseguenze degli attacchi per il mercato energetico, senza soffermarsi sul valore strategico che, secondo diversi analisti militari, le operazioni contro le infrastrutture petrolifere russe possono avere per l’Ucraina.
Il rapporto turbolento con Netanyahu
Nell’intervista viene affrontato anche il rapporto tra il tycoon e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Ho avuto un ottimo rapporto, abbiamo ottenuto buoni risultati insieme”, ha dichiarato Trump. Una risposta che non sembra aver soddisfatto il conduttore Rob Finnerty, che gli ha chiesto direttamente se si fidasse del premier israeliano.
Trump ha risposto in modo laconico: “A dire il vero, non mi fido di nessuno. Nel mondo della politica, non mi fido di nessuno“.
Trump: “Un mio impeachment? Ho informazioni su Clinton e Obama”
Sempre parlando con Newsmax, Trump ha commentato anche le indiscrezioni secondo cui, in caso di vittoria dei democratici alle elezioni di midterm, questi potrebbero chiedere il suo impeachment. Rispondendo a una domanda sull’ipotesi, il presidente degli Stati Uniti ha detto di essere “in possesso di informazioni su Hillary Clinton, Joe Biden e Barack Obama che potrei usare contro di loro”.