Trump rifila ceffoni a Zelensky: “Sembra il fondatore del circo Barnum”. E scatena la reazione del leader di Kiev: “I veri leader sono nell’Ue”

Trump rifila ceffoni a Zelensky: "Sembra il fondatore del circo Barnum". E Volodymyr risponde: “I veri leader sono nell’Ue”

Trump rifila ceffoni a Zelensky: “Sembra il fondatore del circo Barnum”. E scatena la reazione del leader di Kiev: “I veri leader sono nell’Ue”

Donald Trump e Volodymyr Zelensky ormai sono ai ferri corti, con una frattura che, di ora in ora, si fa sempre più profonda. A rilanciare lo scontro è stato l’ultimo show mediatico del presidente degli Stati Uniti che, in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva Newsmax, è tornato a sferzare il leader ucraino a suon di critiche e battute di dubbio gusto. Parlando con il conduttore Rob Finnerty, il leader statunitense è tornato a raccontare la favoletta secondo cui, se ci fosse stato lui al comando degli Usa anziché Joe Biden, “il conflitto in Ucraina non sarebbe mai iniziato”.

Washington e Kiev ai ferri corti

Incalzato dalle domande, il tycoon, forse nel tentativo di recuperare consensi in patria in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre, è via via sceso nei dettagli, fino a lanciare vere e proprie bordate contro Zelensky. A suo dire, infatti, il presidente ucraino “non è una persona facile con cui avere a che fare. Non sono un suo grande fan. Penso che sia più difficile avere a che fare con lui che con Vladimir Putin”. Il problema è che, secondo il leader statunitense, tuttora impedirebbe una svolta diplomatica: “Zelensky dice di voler raggiungere un accordo, ma non è vero”. Se questa sua tesi fosse vera, allora si potrebbe obiettare che neanche Putin sembra davvero disposto a concludere le ostilità.

Ma al tycoon questo non interessa, come ha lasciato intendere poco dopo, affermando che “Putin odia Zelensky e Zelensky odia Putin. Quando c’è questo tipo di odio è difficile risolvere le cose”. E quale sarebbe la soluzione? Un cambio al vertice di Kiev, già auspicato a inizio settimana, che potrebbe modificare profondamente gli equilibri politici del Paese. Che l’attuale presidente ucraino sia un nervo scoperto per Trump lo si capisce poco dopo, quando quest’ultimo inizia a denigrarlo, trascurando il fatto che l’invasione su vasta scala dell’Ucraina, nel febbraio 2022, è stata lanciata dalla Russia.

Trump su Zelensky: “Sembra il fondatore del circo Barnum”

Ma poco importa: il tycoon, nella stessa intervista, è arrivato a paragonare il suo omologo ucraino a Phineas Taylor Barnum, impresario americano e fondatore di un circo itinerante, divenuto celebre per i suoi spettacoli e le sue tecniche promozionali sensazionalistiche. “Lo chiamo P.T. Barnum”, ha dichiarato Trump, riferendosi a Zelensky.

Poi il presidente statunitense ha ricordato che l’amministrazione Biden ha fornito al leader ucraino una quantità enorme di armi, “senza fargliele pagare”, ha aggiunto. Ma non è tutto. Il presidente degli Stati Uniti, evidentemente insoddisfatto dei mancati progressi diplomatici tra Kiev e Mosca, si è scagliato contro il leader ucraino che, soltanto ieri, ha annunciato la ripresa dei raid sulle raffinerie russe, dopo una temporanea interruzione legata alla richiesta di Trump di favorire una “tregua energetica” tra i due Paesi. Una tregua che, secondo Zelensky, la Russia avrebbe ripetutamente violato.

Sul punto, Trump ha accusato il leader ucraino di contribuire ad aumentare i prezzi dell’energia e ha definito il suo comportamento “uno scandalo”, sostenendo che “ci sono molti altri obiettivi che si possono colpire”. Peccato che, secondo diversi analisti militari statunitensi, le operazioni di Kiev contro le infrastrutture petrolifere russe rappresentino una delle armi più potenti a disposizione dell’Ucraina.

Le reazioni di Kiev e Mosca

Le parole del tycoon hanno avuto ampia eco in Russia, con il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che si è detto “pienamente d’accordo con il presidente Trump” sul fatto che Zelensky “non vuole assumersi la responsabilità e intraprendere una strada per la risoluzione pacifica”. Ben diversa, invece, la reazione del presidente ucraino che, a margine del Consiglio europeo, durante il quale l’Ue gli ha rinnovato il sostegno “per tutto il tempo che servirà”, ha preferito non commentare direttamente l’intervista dell’omologo statunitense.

Tuttavia, in modo molto velato, è sembrato punzecchiare Trump, affermando di essere “profondamente grato per il sostegno così significativo che riceviamo da voi, dal Consiglio, dalla Commissione e dai leader europei. Veri leader”. Parole che molti hanno interpretato come un messaggio neanche troppo velato al presidente degli Stati Uniti e che, c’è da scommetterci, alzeranno ulteriormente l’asticella dello scontro tra Washington e Kiev.